La chiesa di San Francesco
torna a guardare Corridonia dall’alto
«Riapre il custode della nostra storia»
LA CERIMONIA si è svolta oggi pomeriggio. La sindaca Giuliana Giampaoli: «Riportiamo la vita nei luoghi che fanno parte della nostra storia e della nostra identità culturale». Inaugurata la mostra "Francesco secondo Giotto". (Foto/Video)

Il taglio del nastro
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
La chiesa più alta, più in vista di Corridonia torna a vivere e riapre a dieci anni dal sisma. Una cerimonia speciale, molto attesa e partecipata dalla cittadinanza che si vede restituita una parte fondamentale della sua storia e della sua identità. Numerose le autorità presenti, dal sindaco Giuliana Giampaoli e gran parte della giunta comunale ad amministratori dei paesi confinanti, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, la sottosegretaria alla presidenza della giunta regionale delle Marche Silvia Luconi, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, poi le ditte ed i progettisti che hanno lavorato alla ristrutturazione e soprattutto tanti cittadini di Corridonia.

La chiesa di San Francesco
«Una riapertura importante come altre che abbiamo fatto e che riporta la vita nei luoghi che fanno parte della nostra storia e della nostra identità culturale – ha detto la sindaca Giuliana Giampaoli -. La chiesa di San Francesco è stato il simbolo della città per tantissimi secoli, una memoria condivisa, un guardiano custode della nostra storia.

Il sindaco Giuliana Giampaoli
I lavori da 630mila euro avviati nel 2024 hanno riguardato l’abbattimento delle barriere architettoniche, il risanamento della scalinata di accesso, il rinforzo delle volte e i restauri delle decorazioni. Da oggi riportiamo qui alla visione della cittadinanza le tante opere esposte che erano state spostate nei locali degli archivi comunali. La destinazione di questi spazi tornerà ad essere quella che era precedentemente al sisma: quello di uno spazio espositivo, anche per convegni, seminari, che si presta molto per la sua acustica ad ospitare concerti musicali a disposizione della cittadinanza.

Silvia Luconi e Guido Castelli
La chiesa di San Francesco non è stata sconsacrata ma non celebra messe o riti liturgici. Essendo comunale vogliamo che sia patrimonio di tutti. Nei prossimi mesi organizzeremo altri appuntamenti almeno fino a Natale. Stiamo già avendo richieste da parte di tante associazioni, delle scuole che vogliono organizzare eventi in questo spazio nel cuore di Corridonia».

Roberto Filippetti
L’intervento è stato realizzato grazie a un finanziamento a valere sulla quota dell’otto per mille, per un importo di contributo richiesto pari a 630mila euro. Oltre alla parte architettonica, non va dimenticato il progetto relativo agli affreschi curato dalla restauratrice Maria Pia Topa, di Corridonia. Dopo essere stata lesionata dal sisma del 2016, il progetto di ripristino funzionale della chiesa, redatto dagli architetti Pierluigi Macchini e Marco Moretti, ha intenso recuperare l’intera leggibilità degli spazi e dei volumi e valorizzare le numerose opere in essa contenute.

«Questa riapertura era molto attesa dai cittadini di Corridonia, ma più in generale da chi apprezza una piazza così particolare – ha sottolineato il Commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il municipio col monumento a Corridoni e la chiesa di San Francesco. Complimenti all’amministrazione perché questi lavori sono stati sviluppati in tempi relativamente stretti ed anche perché è attraverso l’8 x mille che il Comune seppe chiedere al governo la possibilità di utilizzare fondi per la riqualificazione di questa chiesa. Un grande giorno per Corridonia che ha chiuso tanti lavori ed altri ne porterà a termine a breve».

Guido Castelli
La chiesa di San Francesco è la più antica del centro. Fu infatti costruita intorno all’anno Mille, passò ai francescani nel XIII secolo poi è stata recuperata come auditorium e polo culturale. E ripartirà da lì. «Visitando la chiesa di San Francesco – ha detto il parroco di Corridonia, don Fabio Moretti, prima di dare la santa benedizione – ho visto che ci sono ancora le pietre sacre, quindi in qualche modo questa chiesa ha una consacrazione anche se è poi stata usata per tanti scopi. L’auspicio che faccio, come parroco di questa città, è che se ne rispetti sempre la natura, l’identità. Sarà un luogo di incontro, ci si farà musica, sarà utilizzato dalla vicina scuola, e San Francesco dal cielo gioirà di tutto questo.

Però è importante che questo che è stato un luogo di culto, le cui pareti hanno ascoltato pregare, implorare, magari anche piangere le persone in alcuni passaggi difficili, venga rispettato per la sua natura che tocca sentimenti molto profondi».

Dopo il taglio del nastro, per l’ottavo centenario francescano è stata inaugurata la mostra “Francesco secondo Giotto”, un percorso espositivo dedicato agli affreschi di Assisi curato da Roberto Filippetti. Appuntamento realizzato dal Comune con l’associazione L’Olmo, la parrocchia dei santi Pietro, Paolo e Donato e il patrocinio di Terra dei Fioretti e del Comitato nazionale San Francesco 1226-2026. «Abbiamo pensato di ricostruire in scala, circa uno a quattro, la basilica superiore di Assisi – ha detto il curatore dell’esposizione, Roberto Filippetti – così da farne un racconto, una narrazione che permetta a grandi e piccoli di godere di questo spettacolo».







