Segnalato come guidatore “indisciplinato”,
lo chiamano a rifare l’esame.
Il Tar ferma tutto: «Motivi infondati»

POLLENZA - Un imprenditore non era mai stato multato ma alla Motorizzazione è stato riferito di presunti comportamenti non corretti al volante come guida contromano, parcheggio fuori dagli spazi. Da qui la richiesta di revisione. L'uomo ha fatto ricorso e il ministero dei Trasporti dovrà risarcirgli le spese legali

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patente

Foto creata con l’Ia

di Alessandro Luzi

«Lascia l’auto fuori dagli spazi consentiti, suona il clacson senza motivo e riparte ad alta velocità contromano». Per la Motorizzazione l’esame della patente è da rifare ma il Tar dà ragione a un imprenditore: «Nessuna motivazione valida ma solo contatti con la popolazione». Il Ministero dei Trasporti condannato al risarcimento delle spese legali.

Il tutto nasce da una segnalazione dei carabinieri alla Motorizzazione di Macerata. Nella sentenza si legge che in base a quanto riferito dai militari, l’uomo, un 66enne di Pollenza, «è frequente assumere condotte di guida in violazione al codice della strada che si esplicano nel lasciare aperte ed incustodite sulla pubblica via le proprie auto, fuori dagli spazi consentiti e ripartire ad alta velocità o contromano, facendo ripetuto uso improprio del clacson come per segnalare situazioni di emergenza».

costanza bora

L’avvocato Costanza Bora

Così la Motorizzazione invia al 66enne un provvedimento in cui si dice che avrebbe dovuto rifare l’esame della patente, sia pratico che teorico. Tempo 30 giorni per fissare il test o la patente sarebbe stata sospesa.

L’uomo, assistito dagli avvocati Costanza Bora e Maria Burattini, ha fatto ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento di revisione della patente.

Per il Tar il provvedimento di revisione della patente è stato emanato «in maniera del tutto irragionevole e senza aver addotto alcuna valida motivazione che lo giustifichi» ma solo tramite «contatti avuti con la popolazione».

maria burattini

L’avvocato Maria Burattini

Secondo il tribunale amministrativo «la revisione deve essere obbligatoriamente disposta in casi specifici (incidente stradale che abbia determinato lesioni gravi alle persone e a carico del conducente sia stata contestata la violazione di disposizioni che determinano quale conseguenza la sospensione della patente di guida) che non sussistono nel caso di specie». In sostanza, sempre a detta del Tar, mancano «formali contestazioni di violazioni del codice della strada».

Con queste motivazioni il tribunale amministrativo ha annullato il provvedimento e condannato il Ministero dei Trasporti a pagare le spese legali con 1.500 euro.



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