Prevenzione e cura dell’endometriosi:
Macerata un polo d’eccellenza

SALUTE - Dal 2011 l'equipe guidata da Mauro Pelagalli si occupa della malattia, che colpisce 3 milioni di donne in Italia: «Spesso scambiata per altro, a volte per la diagnosi passano sei anni»

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L’equipe guidata da Mauro Pelagalli

Ricorre oggi la Giornata mondiale dell’endometriosi, che si inserisce all’interno del mese dedicato alla prevenzione. Circa tre milioni di donne in Italia sono affette da questa malattia, ma solo un milione e mezzo presenta sintomi ascrivibili alla stessa, che richiedono l’esecuzione di accertamenti specialistici.

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Dal 2011 Mauro Pelagalli, direttore del Dipartimento per la salute della donna e del bambino dell’Ast di Macerata, insieme all’equipe da lui diretta, si occupa di endometriosi ad ogni livello, dalla diagnosi anche delle forme precocissime fino alla terapia chirurgica delle forme più gravi e invasive, comprese le forme intestinali, vescicali e diaframmatiche. Dal 2025 l’Unità operativa complessa di ginecologia e ostetricia di Macerata è stata indicata dalla Regione come Centro di riferimento per il trattamento dell’endometriosi, come Centro per la formazione degli operatori sanitari dei centri periferici denominati spoke, come Centro di ricerca sull’endometriosi e, infine, come Centro di coordinamento della Rete endometriosi Marche insieme al Salesi.

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Mauro Pelagalli

«L’endometriosi è una malattia che ha una sua cronicità all’interno del periodo fertile della donna e i cui sintomi principali sono il dolore pelvico cronico di diversa intensità, la dismenorrea ingravescente, cioè il dolore mestruale sempre più forte, la dispareunia o dolore evocato dal rapporto sessuale, il gonfiore di pancia, la sterilità , ma in casi più severi anche la deambulazione difficoltosa, la stanchezza cronica, il tenesmo rettale e l’occlusione intestinale – spiega Pelagalli – la natura di questi sintomi può essere ascritta anche a molte altre patologie che possono interessare la pelvi femminile, tra le quali il colon irritabile, i disturbi posturali, le intolleranze alimentari, la dismenorrea benigna, l’appendicopatia cronica, il morbo di Chron, la colite ulcerosa, e altre patologie infiammatorie come le infezioni pelviche. Per questo motivo i ritardi diagnostici dell’endometriosi sono sempre abbastanza significativi, arrivando nei casi più gravi fino a sei anni».

«Ringrazio Pelagalli e la sua equipe di specialisti qualificati e formati, capaci di fornire alle donne affette da endometriosi un approccio a 360 gradi alla malattia, scientifico e umano, in grado di aumentare nelle stesse la consapevolezza della patologia, curarla e guarire», dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini.



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