Indagine Suburra, gli arrestati:
tra le 12 misure i vertici del sodalizio
e il braccio destro del leader

I RUOLI E I NOMI delle persone finite nell'inchiesta della Dda di Ancona. Ieri i blitz in tutta la regione per eseguire i provvedimenti disposti dal Gip

- caricamento letture

operazione-suburra-2-650x469

di Gianluca Ginella

Sono dodici le misure cautelari eseguite ieri per l’indagine Suburra condotta dalla Dda di Ancona che ha portato in carcere otto persone e quattro ai domiciliari. L’inchiesta firmata dai pm Enrico Barbieri e Valeria Cigliola è partita nel 2024 dopo un arresto a Porto Recanati quando vennero trovati 58 chili di droga in una abitazione. Sarebbe stato quello uno dei depositi della droga della banda. Al vertice del presunto sodalizio un 28enne che non è tra le persone arrestate.

operazione suburra (1)

In manette nel corso del blitz di ieri mattina, con misura in carcere, sono finiti: Giovanni Aru, 24 anni, residente a Macerata e originario di Nuoro, Sirio Pepi, 27, residente a Potenza Picena, Giulio Bianchi, 68 anni, residente a Fermo, Dorian Puja, 26, albanese, residente a Civitanova, El Mehdi Bouidra, 25, residente a Sant’Elpidio, Gabriele Merolli, 24, residente a Mondolfo, Stefano Merolli, 26, residente a Mondolfo, Axel Giovannetti, 29 residente ad Altidona. Misura agli arresti domiciliari per Marco Palomba, 50 anni, residente a Montichiari, Abdul Manan, 19, residente a Porto Recanati, Widade El Maarri, 23 anni, residente a Monte Urano, Greta Di Carlo, 21, residente a San Benedetto. Per altri otto indagati il gip ha fissato l’interrogatorio.

Secondo l’accusa Giovanni Aru sarebbe il braccio destro del capo del sodalizio. Sirio Pepi è ritenuto uno degli organizzatori con una posizione di vertice, idem per Bianchi e Puja. Bouidra è ritenuto responsabile del “point” di Sant’Elpidio del canale telegram “La Sacra Famiglia”. I due Merolli sarebbero stati invece responsabili del point di Fano. Axel Giovannetti sarebbe stato uno dei corrieri.

Le misure, disposte dal Gip, sono state eseguite dall’alba di ieri in tutte le province delle Marche.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti lo spaccio di droga avveniva tramite corrieri. A monte però c’era un canale Telegram dove, chi aveva la possibilità di entrare, trovava pubblicizzata la vendita di droga. La droga veniva fatta arrivare nelle Marche dallo stesso sodalizio e poi nascosto in depositi con custodi pagati dal sodalizio. La droga poi veniva consegnata al domicilio degli acquirenti da rider che venivano assoldati dallo stesso sodalizio dopo uno screening. Tra le caratteristiche sapersi comportare senza dare nell’occhio.

Sgominata banda di trafficanti. Dall’alba in corso l’operazione: dodici le misure cautelari (Video)

Uomo del clan “in ostaggio” per garantire la vendita della droga: finisce in rapina e lui si butta dall’auto

Spaccio 2.0 in stile e-commerce, la “Suburra” digitale controllata dai giovani marchigiani (Video)

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X