Angelo Sciapichetti
«Basta polemiche, l’obiettivo sia la salvaguardia della solidarietà e dei donatori». A dirlo è Angelo Sciapichetti, segretario provinciale del Partito democratico che interviene sul “giallo” delle sacche di sangue non utilizzate nelle Marche.
«Rispetto a quanto sta emergendo relativamente alle sacche di plasma scadute e non utilizzate – dice Sciapichetti – la priorità assoluta, da parte di tutti, deve essere quella di lasciar fuori le polemiche di parte per salvaguardare il mondo della solidarietà e dei donatori di sangue che rappresentano un patrimonio inestimabile di solidarietà e di civismo che nulla hanno a che vedere con il fatto gravissimo».
L’esponente dem evidenzia come «il sangue rimane l’elemento salvavita per eccellenza che può solo essere donato. Confesso che ho stentato a credere che sia avvenuto – ammette – nella nostra regione un fatto del genere. Il Dipartimento interaziendale di medicina trasufusionale delle Marche è stato sempre un fiore all’occhiello nel panorama nazionale, nonostante le sue criticità di organico che ci sono state dalla nascita a oggi, ma che negli ultimi anni sono maledettamente peggiorate, tanto che un fatto simile non si è mai verificato».
Allora la scelta di intervenire «non come rappresentante politico – aggiunge – ma come ex donatore ed ex presidente regionale dell’Avis che ha contribuito, insieme al compianto Piani, a costituire il dipartimento stesso. Non è il numero delle donazioni gettate via a fare scandalo e indignare, perché anche una sola sacca fatta scadere rappresenta un fatto di proporzioni gravissime e inaccettabili. È un sacrilegio, una profanazione, un fatto che addolora e colpisce profondamente ogni donatore, la sua comunità e non solo».
Così Sciapichetti vuole mettere in evidenza «l’intervento immediato del presidente Acquaroli che ha dichiarato che quanto sarebbe successo “non solo è grave, ma inaccettabile” istituendo una commissione per verificare realmente come sono andate le cose, per fare chiarezza e accertare le responsabilità nella catena di comando che, se quanto è stato dichiarato fosse vero, vanno duramente sanzionate perché un fatto del genere non possa più accadere».
Il ringraziamento anche al «consigliere Antonio Mastrovincenzo, per aver denunciato già da tempo una situazione insostenibile all’interno del Dipartimento. Una cosa è certa e va sottolineata con forza: l’Avis con i suoi donatori sono solo le vittime di una situazione, (la carenza di personale) che l’associazione denuncia, inascoltata, da tempo e non può avere riflessi negativi sull’attività di donazione perché i malati in attesa di un intervento, un trapianto o una terapia non possono attendere».
ne fate una giusta?
Mercenari
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