«Dopo il referendum guardiamo avanti,
un patrimonio di valori condivisi
che non va disperso»

VOTO - Dalle urne è uscita la vittoria del no alle proposte di riforma, Camera penale di Macerata, che sosteneva il Sì: «Faremo tesoro del plauso ricevuto da un’avvocatura che si è mostrata capace, ancora una volta, di mettersi in gioco quando si tratta di sostenere i valori costituzionali della libertà, del diritto di difesa e del processo equo e giusto»

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L’avvocato Donato Attanasio

«Dopo il referendum e la vittoria del No guardiamo al futuro, il voto dei cittadini merita sempre ascolto e rispetto, anche quando non coincide con la posizione che, con convinzione e grande impegno, abbiamo sostenuto» così il presidente di Camera penale di Macerata, Donato Attanasio, dopo l’esito della votazione.

Camera penale sottolinea: «Resta un patrimonio di valori condivisi, che ha acquisito forza e vigore attraverso una ritrovata unità dell’avvocatura; faremo tesoro del plauso ricevuto da un’avvocatura che si è mostrata capace, ancora una volta, di mettersi in gioco quando si tratta di sostenere i valori costituzionali della libertà, del diritto di difesa e del processo equo e giusto.

Il nostro impegno, quindi, sarà quello di non disperdere questi valori, partendo da essi per radunare forze e componenti della società e della comunità dei giuristi che, anche in modo silente, condividono la volontà di cambiamento».

Poi i ringraziamenti: «Un grazie va rivolto a tutti i cittadini della nostra provincia che, con il 50,62% dei consensi al Sì, hanno scelto la strada del rinnovamento, ponendosi in controtendenza rispetto ai risultati della regione e dell’intero Centro-Sud. Si tratta di un risultato che premia uno sforzo capillare e costante, che ci ha visti presenti in moltissimi Comuni del Maceratese. Un enorme ringraziamento va rivolto ai nostri iscritti, che ci hanno accompagnato con il loro caloroso sostegno. Un grazie va rivolto anche al mondo universitario, che ha rappresentato un importante terreno di ascolto e confronto, sia all’Università di Macerata, che a quella di Camerino. Un grazie infine a quelle forze politiche, di qualunque schieramento, che ci hanno ospitato nei loro dibattiti».

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