Calcoli sballati per le indennità,
ora il Comune chiede indietro i soldi
ai presidenti del Consiglio

CORRIDONIA - L'ente non ha adeguato i compensi a partire dal 2022, dopo che la popolazione comunale era scesa sotto i 15mila abitanti. Ora Umberto Spalletti e Riccardo Vecchi dovranno restituire rispettivamente 36mila e 2mila euro

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Umberto Spalletti (Udc)

Umberto Spalletti, presidente del Consiglio comunale in carica

Gli ultimi due presidenti del Consiglio comunale di Corridonia, Umberto Spalletti e Riccardo Vecchi, dovranno restituire all’ente rispettivamente circa 2mila e 36mila euro. Ma non perché se li siano intascati illegittimamente, ma perché l’ente ha erroneamente attribuito loro cifre che non gli spettavano. Una vicenda che era già stata sollevata nei mesi scorsi dall’opposizione e che è stata certificata dagli uffici comunali con la determina emessa venerdì, la quale dà mandato di avviare il recupero delle somme.

Riccardo Vecchi_Foto Lb

Riccardo Vecchi

L’errore è figlio del calo demografico che sta investendo gran parte dei comuni, compreso quello di Corridonia. Le indennità di funzione del presidente del Consiglio comunale dipende dalla popolazione del comune stesso e Corridonia, fino al rilevamento statistico del 2019, risultava avere una popolazione superiore ai 15mila abitanti. Da fine 2020, però, l’Istat ha rilevato una popolazione inferiore, seppur di poco, a quella soglia. E così il Comune, a partire dal 2022, avrebbe dovuto adeguare gli emolumenti abbassandoli in funzione della nuova fascia di riferimento (quella dei Comuni con popolazione tra 5mila e 15mila abitanti). Ma non l’ha fatto e quindi ora vanno recuperare le somme erogate in eccesso, che sono in totale circa 38mila euro.

E così Riccardo Vecchi, per il suo ultimo scorcio di presidenza (dall’1 gennaio al 26 giugno 2022) relativo alla precedente amministrazione, deve restituire al Comune 1.960,55 euro, mentre l’attuale presidente Umberto Spalletti, per il periodo che va dal 15 luglio 2022 al 31 agosto 2025, deve ridare indietro 37.260,79 euro, cui vanno però detratti i 1.177,97 euro che il Comune, in via cautelativa, aveva già trattenuto nei mesi scorsi proprio in seguito all’avvio del procedimento.



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