Nuova vita per l’Abbazia di Roti:
sul piatto 3,5 milioni per il recupero

MATELICA - Via libera al progetto. Il sindaco Denis Cingolani: «Un grande passo per la rinascita di questo complesso da troppi anni danneggiato»

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Abbazia di Roti

È un gioiello dimenticato in mezzo alla natura l’Abbazia di Roti (o Rotis), non distante dalla piccola frazione di Braccano a Matelica, di cui restano le strutture portanti. Ieri durante la Giunta dell’Unione Montana è stato approvato il progetto per il recupero del complesso, che ha alle spalle una lunga e importante storia. Il finanziamento è di 3,5 milioni.

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Il monastero, infatti, esistente perlomeno fin dall’XI secolo, ospitò i monaci dell’ordine benedettino e durante il Medioevo fu importante tappa di pellegrinaggio, situata in posizione strategica nel punto d’unione tra le strade che portavano a Matelica, Cingoli e Jesi, fino a tutta la costa adriatica. Secondo i documenti, fino al XVIII secolo l’Abbazia di Roti fu anche sfondo dei festeggiamenti dedicati alla Vergine, in quanto luogo dedicato a Santa Maria delle Grazie, titolo oggi passato alla Chiesa di Braccano.

Abbazia-di-Roti«Con orgoglio e grande emozione abbiamo approvato, durante la Giunta dell’Unione Montana, il progetto esecutivo per il recupero dell’Abbazia di Roti – ha detto il sindaco Denis Cingolani –. Grazie al finanziamento di 3,5 milioni del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il progetto finalmente potrà prendere forma. Un grande passo per la rinascita di questo complesso monastico rimasto per troppi anni danneggiato».



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