Nel Maceratese 6% in più di occupati,
le donne a velocità doppia

IL DATO - Confartigianato ha analizzato l'andamento dell'ultimo anno. La nostra provincia è quella che cresce di più in regione (dove la crescita è dell'1,1%, dato superiore a quello nazionale). Occupazione femminile segna un più 8,5%, quella maschile 4,1. Vanno forte servizi e manifatturiero, ma nel settore costruzioni c'è un calo del 27%

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Enzo Mengoni

«Nelle Marche salgono gli occupati, ma ci si muove a velocità diverse. Macerata spicca a livello regionale con l’aumento più marcato: 6,1% in più. Crescita doppia dell’occupazione femminile in provincia rispetto a quella maschile: 8,5% contro 4,1%». A dirlo Confartigianato Macerata-Ascoli-Fermo che parla di un 1,1% in più di occupati nel 2025 che si traduce in 7mila persone in più che hanno trovato impiego nelle Marche. Un dato che supera quello nazionale: più 0,8%. «In questo scenario spicca Macerata che con 134mila occupati registra l’aumento più marcato a livello regionale: +6,1%, pari a 8mila occupati in più – dice Confartigianato -. Fermo chiude con 70mila occupati e una crescita dello 0,8%, pari a mille occupati in più, mentre Ascoli scende a 91mila occupati con un calo del 2,0%, pari a 2mila occupati in meno». 

Macerata va forte nel settore dei servizi (più 10,6% con 8 mila occupati in più), e nel manifatturiero che segna un +4,5%, mentre le costruzioni risultano in calo del 27,4%. Ad Ascoli il dato complessivo risente della flessione dei servizi, che perdono l’8,6% pari a 6mila occupati in meno, mentre crescono il manifatturiero (+28,5%) e le costruzioni (+10,4%). Fermo registra una forte espansione nelle costruzioni (+37,2%), a fronte di un manifatturiero in calo del 3,2% e servizi sostanzialmente stabili (-0,3%).

Sul fronte delle posizioni professionali, a Macerata gli occupati dipendenti crescono dell’1,8% e soprattutto aumentano gli indipendenti del 21,4% (6mila occupati in più). Ad Ascoli i dipendenti diminuiscono del 3,7%, mentre gli indipendenti crescono dell’1,8%. A Fermo aumentano i dipendenti del 4,1% (2mila in più), mentre gli indipendenti calano dell’8,9%.

Per quanto riguarda l’occupazione femminile, Macerata registra una crescita dell’8,5%, pari a 5mila occupate in più, il dato più rilevante tra le province considerate. A Fermo le donne occupate aumentano del 5,4%, mentre ad Ascoli si registra una flessione del 7,3%. L’occupazione maschile pure cresce nel Maceratese: più 4,1%. Ad Ascoli Piceno più 2,4% mentre Fermo segna un calo del 2,5%.

«Macerata conferma una buona dinamicità e un tessuto economico che continua a esprimere richiesta di lavoratori – dice Enzo Mengoni, presidente territoriale Confartigianato -, in particolare nei servizi dove vediamo un comparto turistico e ristorazione che sta da tempo incidendo sull’economia locale. È un segnale incoraggiante, che racconta un territorio capace di reagire e di creare occasioni occupazionali. Ad Ascoli restano alcune situazioni delicate, che meritano attenzione e interventi mirati. In questo quadro riteniamo che anche il calo dell’export abbia inciso su alcuni comparti, contribuendo a rallentare la tenuta del sistema economico locale. Fermo mostra una capacità di tenuta che va letta con attenzione e valorizzata. La lettura di questi dati ci dice con chiarezza che non esiste un’unica realtà territoriale: servono risposte vicine ai bisogni delle imprese e dei diversi sistemi locali».



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