L’Accademia della Cucina
celebra i piatti maceratesi
dal Dopoguerra al futuro (Foto)

MACERATA - Cena speciale al ristorante Le Case. Il delegato Simonelli Paccacerqua: «L'iniziativa ha ribadito il ruolo dell'istituzione culturale della Repubblica impegnata nella salvaguardia delle tradizioni culinarie»

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Una serata all’insegna dell’eccellenza della cucina italiana e, soprattutto, maceratese. La delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina ha promosso ieri sera una cena speciale, ospitata al ristorante Le Case di Macerata, inserita in una iniziativa condivisa da tutte le delegazioni dell’Accademia in Italia e nel mondo per celebrare il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco.

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Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, delegato dell’Accademia della cucina con l’assessora Katiuscia Cassetta

Fondata a Milano nel 1953, l’Accademia è stata tra i principali promotori di questo storico traguardo, il primo mai attribuito a una cucina nazionale. Un riconoscimento che rafforza il valore culturale della gastronomia italiana e il lavoro portato avanti negli anni dall’istituzione.

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Il prefetto Giovanni Signer

A Macerata, la serata ha visto la partecipazione di oltre 70 commensali e di numerose autorità, tra cui il prefetto Giovanni Signer, l’assessore alla Cultura di Macerata Katiuscia Casetta, Gianni Sagratini dell’Università di Camerino e il consigliere regionale Luca Marconi. Presente anche il delegato onorario della delegazione maceratese, Ugo Bellesi.

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Il percorso gastronomico proposto ha raccontato l’evoluzione della cucina maceratese dal Dopoguerra a oggi: un antipasto ispirato agli anni ’50, un primo piatto degli anni ’70, un secondo degli anni ’90 e un dolce tricolore proiettato idealmente nel futuro, simbolo dell’identità nazionale.

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Durante la serata si sono alternati anche momenti di approfondimento culturale: Carla Pelagalli ha illustrato il percorso che ha portato al riconoscimento Unesco, mentre il delegato maceratese Pierpaolo Simonelli Paccacerqua ha ripercorso l’evoluzione della cucina e della ristorazione italiana, intrecciandola con la storia stessa dell’Accademia.

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Presente anche il candidato sindaco Marco Sigona

«Abbiamo voluto raccontare – ha sottolineato Simonelli Paccacerqua – il cammino della nostra cucina dagli anni del Dopoguerra fino a oggi, evidenziando come l’innovazione debba necessariamente tener conto della tradizione che la rende famosa nel mondo. Questo riconoscimento rappresenta un punto di partenza per continuare a tutelare e valorizzare il nostro patrimonio gastronomico. L’iniziativa – ha aggiunto – ha ribadito il ruolo dell’Accademia Italiana della Cucina come istituzione culturale della Repubblica impegnata nella salvaguardia delle tradizioni culinarie, con particolare attenzione alla territorialità e alla stagionalità dei prodotti, oltre che alla conservazione della memoria storica della cucina».

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Simonelli con il consigliere regionale Luca Marconi

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