Il sottopasso di via Roma è realtà:
«Da oggi recuperiamo il tempo perso
davanti al passaggio a livello» (Foto-Video)

MACERATA, 19 MARZO 2026 - In centinaia non si sono voluti perdere un momento storico per la città: quello in cui svaniscono definitivamente le lunghe attese davanti alle sbarre abbassate per il passaggio del treno. Il sindaco Sandro Parcaroli: «Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta tutti insieme grazie alla filiera istituzionale». II commissario per la ricostruzione Guido Castelli: «Ecco come abbiamo trovato i soldi». L'assessore Andrea Marchiori: «Soddisfazione gigantesca, era a pagina 17 del nostro programma». Il governatore Francesco Acquaroli guarda oltre: «A breve parte la via Mattei-Pieve, poi Val Potenza e ospedale»

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Il sindaco Sandro Parcaroli e il commissario per la ricostruzione Guido Castelli

di Marco Pagliariccio (foto di Fabio Falcioni)

«Questa è l’ultima volta che così tanti maceratesi si troveranno ad aspettare qui davanti». Una battuta sì, quella del commissario per la ricostruzione Guido Castelli. Ma che ha risvegliato per un’ultima volta nelle centinaia di persone accorse in via Roma per l’attesissima inaugurazione del sottopasso quella frustrazione, quella sottile rabbia che per decenni hanno dovuto covare all’interno dei loro abitacoli quando le sbarre del passaggio a livello, poco prima del transito di un treno, scendevano impietose ad imporre lo stop, a far perdere coincidenze, a ritardare un appuntamento.

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Il taglio del nastro

Una dimensione, quella del tempo recuperato che da oggi, grazie a quella che è l’opera pubblica più importante realizzata in città  dopo la galleria delle Due Fonti (datata 2008), diventa un ricordo sbiadito e che ha voluto rimarcare più volte il sindaco Sandro Parcaroli nell’intervento che ha preceduto il taglio del nastro. Un intervento cesellato con cura, calibrando le parole, sussurrando appena il termine “filiera” tanto caro al centrodestra ma cavalcando con decisa convinzione un più omnicomprensivo “gioco di squadra”. «Devo prendere fiato, l’emozione è tanta oggi – ha esordito il primo cittadino dal palco, posizionato davanti all’ingresso sul lato monte del nuovo sottopasso – questa non è solo un’opera pubblica, è un traguardo atteso e desiderato così a lungo che oggi sembra davvero bellissimo. Una risposta concreta ai disagi, alle code, all’incubo che hanno vissuto generazioni di maceratesi. Da oggi recuperiamo tempo per la nostra famiglia, per il lavoro, per il tempo libero, tempo che abbiamo perso per decenni fermi davanti al passaggio a livello. Abbiamo immaginato tutto questo così tante volte che sembrava impossibile da realizzare ma lo abbiamo fatto grazie alla filiera. Ma ci siamo riusciti ed è l’emblema del fatto che quando una comunità intera chiede una cosa poi si realizza. E non è merito mio o della Regione, è merito di tutti. Il mio orgoglio è quello di essere riuscito a mantenere una promessa. Mi danno spesso del sognatore, ma sono fiero di esserlo: se non si sogna non si raggiunge alcun risultato».

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Il sindaco Sandro Parcaroli mentre legge il suo discorso

Parcaroli ha poi riavvolto il nastro, tornando a giorni nei quali, appena eletto sindaco, era andato a bussare alla porta dell’allora assessore regionale Guido Castelli col cappello in mano per racimolare i soldi necessari per l’opera. «Avevamo già distribuito i fondi su delega del presidente Acquaroli quando arrivò Sandro a chiedermeli – si è inserito il senatore ascolano – bisognava andare a togliere qualche soldo ad ognuno degli altri progetti, non era cosa semplice». «Mi ricordo che era un venerdì sera, stavo per scendere dalle scalette vicino alla torre uscendo dal Comune – ha proseguito Parcaroli – quando arriva la telefonata di Guido: “Sandro, abbiamo trovato i soldi”. Se qualcuno ha visto la mia reazione, mi avrà preso per matto». «Però se ricordi ti chiesi una condizione: che questo sottopasso fosse realizzato prima di fine mandato – ha puntualizzato Castelli – e ce l’abbiamo fatta».

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Se la storia sia vera o edulcorata lo possono sapere solo i protagonisti, ma sta di fatto che, come ha ricordato l’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori (che ricorderà bene questa data, essendo anche il suo compleanno), «il sottopasso era a pagina 17 del programma elettorale – ha evidenziato – era un sogno, è diventato un impegno e oggi, dopo un lavoro enorme, è una soddisfazione gigantesca vederlo realizzato. E credo che anche il cavalier Prato avrebbe apprezzato tutto questo».

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Andrea Marchiori, assessore comunale ai lavori pubblici

E dove un tempo c’erano le sue opere, ora passeranno auto e camion, sfilando sotto la linea ferroviaria. Una novità talmente rivoluzionaria che in tanti, prima, durante e dopo la cerimonia, hanno voluto attraversarlo a piedi, scrutarlo, ammirarlo come se fosse una gigantesca creazione. Magari dello stesso cavalier Prato. «E’ stato un vero lavoro di squadra – ha ripetuto tornando su toni più formali Castelli – a Macerata, per la ricostruzione pubblica, sono arrivati fondi per circa 230 milioni, tra cui questi 7 che fanno parte di una delle due “gambe” con le quali sta correndo la ricostruzione stessa: quella incentrata sul rilancio economico e sociale del territorio, che affianca quella più strettamente edilizia. Perché sarebbe inutile ricostruire se poi non diamo alle persone il modo di vivere e connettersi. E su questo aspetto il presidente Acquaroli è sempre stato molto attento. Crediamo molto in Macerata. E a maggio tornerà fruibile anche la stazione».

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Il presidente della Regione Francesco Acquaroli

Una porta che si schiude, quella del sottopasso, e che apre a una Macerata che il governatore Francesco Acquaroli ha dipinto come un grande affresco di opere pubbliche in divenire. «La viabilità è troppo importante per una realtà come quella della nostra regione e della nostra provincia che deve superare quella dimensione di comunità disgregata che un tempo poteva anche andare bene, ma che oggi è penalizzante – ha affermato Acquaroli – per questo a breve partiranno i lavori per la via Mattei-Pieve, un’opera che cambierà totalmente la viabilità a livello interprovinciale, e poi sarà il turno della Val Potenza, senza dimenticare il nuovo ospedale, per il quale si sta chiudendo la fase progettuale, un impegno da oltre 300 milioni per una struttura all’avanguardia sotto tutti i punti di vista. Finalmente superiamo una fase di frenata per la città che è durata troppo a lungo».

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Il sindaco Sandro Parcaroli e il commissario per la ricostruzione Guido Castelli

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