«All’ospedale di Civitanova
competenza e cuore camminano insieme:
grazie per le cure a mia mamma»

SALUTE - La figlia di Franca Lanzi, Miriam Angeloni, ringrazia medici, infermieri e oss che hanno seguito la madre nel corso di mesi di ricovero: «La vostra dedizione non sarà mai dimenticata»

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ospedale-di-civitanova-archivio-arkiv-FDM-8«Una cura che va oltre il gesto tecnico, fatta di attenzione, precisione e rispetto». La storia di Franca Lanzi, dalle difficoltà di un caso complesso alla speranza, arriva dall’ospedale di Civitanova dove per mesi la paziente è stata seguita e curata con attenzione nonostante numerose criticità.

I familiari, hanno voluto ringraziare al termine dell’iter clinico tutti i medici, infermieri e personale che hanno seguito la donna.

«Ci sono storie che meritano di essere raccontate non solo per l’esito clinico, ma per il modo in cui il percorso di cura viene affrontato» spiega la figlia Miriam Angeloni. 

La vicenda prende il via alla fine di dicembre quando Franca, già provata da importanti disturbi intestinali e sanguinamenti, ha incontrato sulla sua strada il medico Sara Bartola.

Secondo il racconto della figlia, la professionista ha compreso fin da subito la serietà del quadro clinico, avviando con tempestività un iter diagnostico completo in collaborazione con Chryisanti Balatsinou, specialista in gastroenterologia. Nonostante le difficoltà legate all’età della paziente, la promessa è stata mantenuta: fare tutto il possibile per garantirle la miglior qualità di vita. Il percorso è culminato lo scorso 17 febbraio con un intervento chirurgico affrontato con competenza da tutta l’équipe di sala operatoria, dagli anestesisti agli strumentisti fino agli infermieri. Ma è durante la degenza, lunga e non priva di dolore, che la famiglia ha toccato con mano il valore autentico della sanità locale.

«Medici, infermieri e operatori socio-sanitari non si sono limitati a seguire i protocolli – spiega Miriam Angeloni – ma hanno saputo accompagnare mia madre e noi familiari con una presenza costante, discreta e rassicurante. Un ringraziamento sentito al primario Stefano De Luca, alla coordinatrice di reparto, Rachele Sbattella, esempio di organizzazione, attenzione e dedizione, alla Martina Coletta, alla Giulia Fontana, al Luciano Minestroni, e a tutti gli altri medici del reparto.

Un grazie sincero a tutto il personale infermieristico e agli Oss, presenza silenziosa ma fondamentale, capaci ogni giorno di regalare una parola gentile, un gesto di conforto, un sorriso. Speciali e di grande professionalità sono stati anche gli infermieri dell’endoscopia che hanno supportato e stanno supportando mia madre per la gestione della stomia. E poi, un pensiero speciale torna alla dottoressa Bartola: una grande professionista, ma soprattutto una persona capace di prendersi cura del paziente come fosse un familiare. Un modo di essere medico che lascia un segno profondo. In un tempo in cui spesso si parla di una sanità distante e disumana, sento il bisogno di testimoniare il contrario: esistono realtà in cui competenza e cuore camminano insieme, dove ogni giorno si combatte, con serietà e passione, per la vita degli altri. La vostra dedizione non sarà mai dimenticata».



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