«Guasti all’ascensore del centro storico
segnale di una città che arretra»

MACERATA - I continui ko dei due elevatori al centro delle critiche del Terzo polo: «A pagarne il prezzo sono i cittadini. Il tema non è solo la sicurezza, ma l’impatto economico, sociale e culturale sulla città»

- caricamento letture
ascensore-giardini-diaz-bloccato

L’intervento dei vigili del fuoco sabato sera (foto Carla Baldoni)

«Ancora una volta non siamo di fronte a un semplice guasto, ma all’ennesimo segnale di un problema più profondo. E, ancora una volta, a pagarne il prezzo sono i cittadini. Non è gestione: è rincorsa. E una città che rincorre i problemi è una città che arretra». Con queste parole, la lista Terzo polo per Macerata interviene sull’ultimo episodio in ordine cronologico che ha visto l’ascensore che collega i Giardini Diaz con via Crescimbeni bloccarsi nuovamente alle 22 di sabato sera, con alcuni ragazzi rimasti intrappolati al suo interno.

Con una nota firmata congiuntamente da Mattia Saracco, Elisa Vo Thanh e Giorgio Menchi di Azione, Manolo Luciani e Veronica Petroncelli per i Radicali italiani, il gruppo sottolinea: «Ridurre tutto a un episodio significherebbe non capire, o peggio, non voler vedere, le conseguenze reali che situazioni del genere producono. Perché qui il tema non è solo la sicurezza, ma l’impatto economico, sociale e culturale su una comunità intera».

Il Terzo polo evidenzia come sul piano economico: «Un centro storico percepito come poco affidabile è un centro che si svuota. Meno persone che lo frequentano significano meno consumi, meno lavoro per le attività, meno attrattività per chi vorrebbe investire – prosegue la nota -. Non è teoria: è una dinamica inevitabile».

Sul piano sociale, per il gruppo: «Il danno è ancora più subdolo. Si rompe il rapporto di fiducia tra cittadini e spazio pubblico. Le persone iniziano a evitare, a spostarsi altrove, a rinunciare. E a farne le spese sono soprattutto i più giovani, che dovrebbero essere i primi a vivere e animare il centro, non a percepirlo come un luogo problematico».

Passano quindi al piano culturale. «È qui che il costo diventa più grave e meno immediatamente visibile – aggiungono -. Un centro storico non è solo un luogo fisico: è identità, è comunità, è vita condivisa. Quando smette di essere vissuto con serenità, perde progressivamente la sua funzione più profonda. Si svuota, non solo di persone, ma di significato. Di fronte a tutto questo, continuare a intervenire solo dopo l’ennesimo episodio non è più accettabile». Secondo la lista Terzo polo per Macerata, l’amministrazione comunale «ha una responsabilità chiara: garantire che i cittadini possano vivere i propri spazi senza dover mettere in conto rischi, disservizi e incertezze. Non dopo, non quando sarà troppo tardi, ma adesso. Perché ogni giorno in cui non si interviene non è neutro – concludono -. È un giorno in cui la città perde valore, fiducia e futuro».

Ragazzi bloccati nell’ascensore, ormai è una roulette russa



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X