Otto coppie di aquila reale
nei cieli dei Sibillini

UCCELLI - Sabato scorso si è svolto il censimento per la presenza del rapace all'interno del Parco, che dovrebbe confermare il numero del 2025: nel 1993 erano solo due. Il commissario Corrado Perugini: «Indice che il territorio gode di buona salute». I rischi da bracconieri ed elettrocuzione

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Il censimento di sabato scorso

Sabato scorso si è svolto il censimento dell’aquila reale nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. L’attività, realizzata con il coordinamento di Jacopo Angelini dell’associazione Altura e con la collaborazione di ornitologi volontari e personale dei carabinieri forestali, ha riguardato per la prima volta l’intero Appennino umbro-marchigiano.

Con una apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale è l’uccello rapace più maestoso del Parco, dove ha avuto una crescita sorprendente, passando da appena due coppie nidificanti nel 1993 (anno di istituzione del Parco) alle otto accertate nel 2025, con una densità tra le più alte degli Appennini. A marzo le aquile iniziano le attività di accoppiamento e di preparazione del nido, posto su pareti rocciose inaccessibili; è quindi questo il periodo più adatto per osservarne e contarne le coppie nel loro territorio. Tra i fattori che hanno favorito la crescita della popolazione di questi rapaci ci sono l’aumento di sensibilità per la conservazione della biodiversità, il maggior controllo assicurato nel territorio dell’area protetta e l’aumento di prede, quali lepri, volpi e piccoli di ungulati, tra cui il camoscio appenninico reintrodotto nel 2008.

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Un’aquila reale nei cieli dei Sibillini

Restano però fattori di rischio e tra le cause di morte ci sono ancora il bracconaggio e l’elettrocuzione per contatto con linee elettriche. Su questo aspetto il Parco ha favorito nel corso degli anni l’interramento o la messa in sicurezza di elettrodotti aerei, e le linee più moderne sono costituite da cavi isolati da guaine e quindi sicuri nei confronti degli uccelli di grandi dimensioni; tuttavia, le linee più vecchie, anche se localizzate fuori dai confini del Parco, rappresentano dei rischi: proprio lo scorso 18 febbraio, infatti, è stato recuperato un individuo di aquila reale morto per elettrocuzione nelle campagne di Gualdo.

L’aquila reale è una specie protetta nell’intera Unione Europea e svolge un importante ruolo ecologico come specie al vertice della rete alimentare, migliorando le popolazioni di animali preda e come “spazzino” che, nutrendosi anche di animali morti, contribuisce a sanificare gli ecosistemi. Al censimento ha partecipato anche il commissario straordinario del Parco Corrado Perugini. «La presenza di questo magnifico rapace è indice di buona salute di tutto l’ambiente, ma rappresenta anche uno straordinario elemento di valorizzazione del territorio. Osservare il suo volo tra le vette dei Sibillini è una emozione unica e un motivo in più per visitare il Parco in tutte le stagioni».

I risultati del censimento, che potranno auspicabilmente confermare il numero di otto coppie di aquile reali registrate lo scorso anno, saranno disponibili tra qualche giorno.



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