
Da sinistra: Giovanni Signer, prefetto di Macerata, Katiuscia Cassetta, assessora alla cultura, Gerardo Villanacci, Gerardo Villanacci, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, e Giuseppe Rivetti, presidente Fai Marche
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
Le bellezze maceratesi si schiudono con la 34esima edizione delle Giornate Fai di Primavera, un’opportunità unica per visitare beni culturali e naturali, riscoprire tesori nascosti e sostenere la tutela, la cura e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Katiuscia Cassetta
Sabato e domenica sono 52 nelle Marche i luoghi d’interesse culturale, di solito interdetti al pubblico, aperti ai visitatori in 28 località di tutte le province a cura delle delegazioni locali. In provincia di Macerata saranno visitabili a Camerino il Chip-Centro ricerca Unicam e il palazzo Arcivescovile, Arena Sferisterio, teatro Lauro Rossi e basilica della Madonna della Misericordia a Macerata, Orto sul Colle dell’Infinito e teatro Persiani a Recanati, sede della Fondazione Ircer Assunta Recanati, chiesa delle Anime e chiesa di Sant’Agostino e si potrà visitare l’Orto degli Agostiniani a Montecosaro.

«Sono tante splendide aperture quelle che ci saranno in provincia nel fine settimana – ha esordito il presidente di Fai Marche Giuseppe Rivetti – un’apertura corale identitaria, di beni culturali e paesaggistici della nostra provincia. Inizieremo con Macerata, Sferisterio e teatro Lauro Rossi, un vero e proprio backstage: i visitatori avranno l’occasione di vedere da una prospettiva nuova sia l’Arena che il teatro e vedranno questi luoghi dal lato degli artisti, sarà un vero e proprio dietro le quinte suggestiva. Ci sarà poi la basilica della Misericordia inedita. Anche Recanati avrà il suo spazio con il teatro Persiani, personaggio vissuto all’epoca di Giacomo Leopardi, il palazzo dell’Ircr con i suoi quadri ed affreschi affascinanti. A Montecosaro vedremo dei beni inediti, che rientrano in quell’attenzione che il Fai vuole e deve avere nei confronti dei borghi, delle aree interne che costituiscono valori identitari cui noi teniamo e che vogliamo esaltare. Infine Camerino con doppia apertura: il Chip nel segno della modernità, dove la ricerca si forma, si crea, si sviluppa, una sorte di cattedrale laica della cultura a cui farà da contraltare il palazzo Arcivescovile, spazio religioso e sacro molto bello. Infine sarà possibile visitare anche l’Orto sul Colle dell’infinito, bene Fai a Recanati, che propone una speciale attività dedicata alla poesia».

Il Fai ha tenuto a ringraziare i dirigenti scolastici ed i professori coinvolti nella preparazione degli oltre 400 apprendisti ciceroni che guideranno le visite delle aperture provenienti da Iis Varano Antinori di Camerino, Iis Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata, Iis Leonardo da Vinci di Civitanova, Liceo classico Leopardi di Recanati. «Quest’anno le giornate Fai sono in qualche modo dedicate a San Francesco, del resto tutti noi siamo molto vicini a lui anche fisicamente visto che Assisi non è lontana da qui – ha rimarcato Gerardo Villanacci, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali – non possiamo dimenticare che abbiamo pure Loreto vicina, con il Giubileo dell’anno passato. In un certo modo sono eventi che si possono collegare in maniera straordinaria a quello che accade oggi. Le giornate Fai sono dedicate alla bellezza che deve essere tutelata ma soprattutto usufruita: dobbiamo mettere tutte le persone, soprattutto quelle più fragili mi riferisco anche a quelle più anziane, nelle condizioni di poter godere delle nostre bellezze, è l’elemento centrale. Nel corso degli anni sono cresciute moltissimo le giornate del Fai: dobbiamo tirar fuori i nostri tesori. Il Fai ci aiuta in questa impresa: consideriamo che soltanto una percentuale piccolissima, parlo di circa 300mila reperti sono esposti al pubblico e circa 4 milioni di reperti sono nei depositi dei musei nazionali. C’è attenzione del Ministero a questi territori alla città di Macerata: essendo anche presidente della Scuola nazionale del patrimonio, che è uno dei pilastri della formazione italiana, credo che bisogna creare sempre più collegamenti tra questa città, la regione e il Ministero della Cultura».

Presente anche il rettore di Unicam, Graziano Leoni, che ha ricordato come «c’è questa possibilità di mostrare anche edifici moderni che hanno un significato simbolico per la città, per il territorio. Il Chip è uno di questi, un luogo dove si fa ricerca nel settore della chimica ma è un edificio che è stato progettato subito dopo il terremoto da un team composto interamente da progettisti interamente di Unicam, docenti di architettura e design. Quindi per noi ha un significato particolare e riteniamo sia un luogo da visitare perché stando a contatto con quella realtà si riesce a percepire lo sforzo che sta facendo l’università per la ricostruzione» mentre l’assessore comunale Katiuscia Cassetta ha ribadito come «le giornate del Fai facciano incrementare le visite ai Musei civici, con le 3mila presenze registrate lo scorso anno alle Giornate di autunno, e quest’anno si potrà ammirare il dietro le quinte di due teatri storici ed icona del capoluogo come lo Sferisterio e il Lauro Rossi».

Il teatro Lauro Rossi
Infine il prefetto Giovanni Signer ha rimarcato come «la ricchezza di bellezze di questi territori viene esaltata da questa iniziativa. Meritano promozione e valorizzazione, tesori che possono contribuire a creare lavoro e consentire ai giovani di potersi costruire un futuro restando nella propria terra».


La basilica della Madonna della misericordia a Macerata

Il Chip di Camerino

Un’opera alla fondazione Ircer di Recanati

Il teatro Persiani di Recanati
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