Caro gasolio, imbarcazioni a rischio stop.
I pescatori: «Così non si esce più in mare»

CIVITANOVA - Prezzi su del 50% per effetto del conflitto in Medio Oriente: costi fino a 4mila euro in più a settimana. Giuseppe Micucci (Confcooperative e Fedagripesca pesca): «Imprese lavorano in perdita, se il prezzo continua ad aumentare costretti ad interrompere le attività»

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BARCHE NOTTE PESCA CIVITANOVA (3)

Barche da pesca a Civitanova

di Laura Boccanera

Caro gasolio, i pescatori lanciano l’allarme: «Se il prezzo del carburante continuerà ad aumentare le imprese non potranno più uscire in mare». Costi al rialzo per il settore della pesca determinato dall’aumento dei prezzi dei carburanti a causa del conflitto in Medio Oriente.

casa del pescatore - civitanova (2)

Giuseppe Micucci vicepresidente di Confcooperative Marche e coordinatore pesca Fedagripesca Marche

I dati arrivano da Confcooperative Fedagripesca che ha quantificato a quanto ammontano gli aumenti per giornata di lavoro e singola uscita e al mese. «A queste condizioni è più vantaggioso rimanere in porto».

Il rischio infatti è quello di lavorare in perdita: la spesa per il pieno dipende dalle dimensioni del peschereccio ma va dai 400 euro in più fino a 4mila euro in più.

Il prezzo del gasolio per la pesca infatti è aumentato quasi del 50% passando da 1,120 euro al litro, rispetto agli 0,75 euro registrati nel periodo pre-conflitto e il rischio di uno stop di tutta la marineria è concreto.

«La preoccupazione è molto forte anche perché il pesce viene venduto sempre allo stesso prezzo – spiega Giuseppe Micucci di vicepresidente di Confcooperative Marche e coordinatore del settore pesca di Fedagripesca Marche – a fronte di un aumento del gasolio non c’è aumento del prezzo del pesce. Pertanto i guadagni rimangono invariati, ma si alzano i costi perché il gasolio incide in modo fortissimo sui costi delle imprese ittiche.

Ad oggi le imprese civitanovesi stanno lavorando in perdita, continuano a lavorare con senso di responsabilità per approvvigionare il mercato, ma non si potrà protrarre la pesca a lungo in questa situazione. Se il prezzo del gasolio continuerà ad aumentare nel giro di poche settimane o giorni i motopescherecci saranno costretti ad interrompere l’attività».

Secondo le stime di Confcooperative Fedagripesca su una media di quattro rifornimenti mensili, per la piccola pesca, con serbatoi di circa 1.000 litri, il rincaro si traduce in circa 400 euro di costi aggiuntivi a settimana, pari a circa 100 euro in più per ogni giornata di lavoro. La pressione cresce per le imbarcazioni di medie dimensioni, con lunghezza tra i 17 e i 21 metri dove la spesa per il rifornimento è passata da 1.500-4.500 euro a una compresa tra 2.240 e 6.720 euro, con un aumento settimanale tra 740 e 2.220 euro.  Quadro ancora più critico per le grandi imbarcazioni oltre i 24 metri, in questo caso il costo del rifornimento è salito da una media di 6-9mila euro agli attuali 9-13mila euro, con rincari settimanali che possono toccare 4.440 euro.  



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