«Sulla fiera indifferenza colpevole
di Regione e Comune»

CIVITANOVA - Dopo la reazione di Confartigianato che chiede che i padiglioni tornino ad ospitare appuntamenti dedicati alle imprese, Giulio Silenzi (Pd) sollecita l'amministrazione a far valere il contratto e richiedere a Palazzo Raffaello il ripristino degli spazi trasformati in Covid hospital

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La fiera di Civitanova

«Sulla fiera indifferenza colpevole della Regione e del Comune, bene che anche gli imprenditori tornino a chiederne l’avvio delle attività». Giulio Silenzi interviene dopo il comunicato di Confartigianato che nei giorni scorsi aveva sollecitato il ripristino della funzionalità dei padiglioni della nuova fiera di Civitanova, trasformati in Covid hospital pochi anni dopo la costruzione della struttura e attualmente inutilizzati.

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Giulio Silenzi

«Finalmente, dopo tre anni, si levano voci importanti – dice Silenzi – questa scandalosa situazione è stata più volte denunciata dal Pd, purtroppo spesso in solitudine, sia in Regione sia a Civitanova, ed è stata oggetto anche di servizi in rete per segnalare le inadempienze della Regione tramite l’Ast, che avrebbe dovuto riconsegnare la fiera libera da ogni impedimento, ripristinando i luoghi così come erano stati assegnati per realizzare il Covid Hospital in un momento di estremo bisogno».

Per l’adeguamento in una struttura sanitaria infatti lo spazio aperto della fiera è stato modulato con divisori, percorsi pulito/sporco e con l’inserimento di apparecchiature idonee. Attualmente, seppur vuoto da macchinari, tutto è ancora così all’interno. «Il Comune aveva stipulato con la Regione un contratto regolarmente registrato, nel quale era specificato che, terminata l’emergenza e cessato l’utilizzo del Covid Hospital, la struttura dovesse essere smontata e la fiera restituita alla città di Civitanova in piena efficienza – sottolinea Silenzi – se questo passaggio non è avvenuto, vi sono precise responsabilità amministrative e contabili: la fiera è rimasta chiusa, producendo un danno per l’economia cittadina, mentre nel contempo è stata sostenuta un’ingente spesa di denaro pubblico per mantenere aperto un contenitore rimasto inutilizzato per tutto questo tempo. La verità è che, fino alle elezioni regionali, il tema era tabù: si doveva ignorarlo e magari ipotizzare un utilizzo diverso della fiera, come fece la Regione con l’avallo dell’amministrazione comunale  proponendo di destinare quegli spazi a un centro per l’Alzheimer, ipotesi richiamata anche in campagna elettorale dall’assessore uscente alla sanità. Oggi Confartigianato rilancia un utilizzo multiplo di quei 5mila metri quadrati che, per posizione e caratteristiche, rappresentano una fonte economica di grande interesse. Siamo lieti che, dopo tre anni, si richiami la Regione alle proprie responsabilità, così come il Comune, che anche in questo caso ha mostrato un’assenza totale e una grave incapacità di intervento. Fino al 31 dicembre 2025 il Comune non si era minimamente attivato per rientrare in possesso della Fiera. Solo successivamente, dopo che avevamo evidenziato i possibili presupposti per un intervento della Corte dei Conti, e la responsabilità della passività dell’amministrazione comunale per tre lunghi anni è stato dato incarico dal Comune a un avvocato di chiedere alla Regione l’adempimento contrattuale».

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