AI in fabbrica: dai robot agli algoritmi
la calzatura studia con Confindustria

CIVITANOVA - Il convegno della territoriale di Macerata con le sezioni di Ascoli e Fermo: istituzioni, università e imprese a confronto tra manutenzione predittiva, logistica intelligente e nuove sfide della programmazione europea 2028-2034

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di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)

Dai sistemi di manutenzione predittiva come Matix ai robot collaborativi ormai abbordabili anche per una piccola impresa con costi che partono da 20-30mila euro passando per la logistica intelligente e gli algoritmi che intercettano trend e creatività dai social. L’intelligenza artificiale entra nelle fabbriche del distretto calzaturiero marchigiano e la vera sfida non è subirla, ma governarla: dalla fase generativa a quella “agentica”, in cui i sistemi diventano capaci di fissare obiettivi, pianificare e prendere decisioni autonome.

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Michele Germani, docente di Disegno e Progettazione industriale all’Università Politecnica delle Marche

È attorno a questo scenario che si è sviluppato il convegno “AI e manifattura calzaturiera”, organizzato da Confindustria Macerata insieme alle sezioni di Ascoli Piceno e Fermo, nell’ambito della mostra “Scarpe da amare” allestita al Lido Cluana di Civitanova e inaugurata sabato.

Un appuntamento che ha unito istituzioni, mondo accademico e imprese per riflettere su uno dei temi più dirompenti per il distretto calzaturiero marchigiano, il più grande d’Italia, in una fase già segnata da tensioni internazionali e difficoltà di mercato.

Al convegno hanno partecipato il prefetto di Macerata Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, i presidenti delle tre sezioni di Confindustria Marco Ragni e Simone Ferraioli, il vicesindaco Claudio Morresi. Relatori per il mondo accademico Michele Germani, docente di Disegno e Progettazione industriale all’Università Politecnica delle Marche e Marina Paolanti, docente dell’Università di Macerata e co-founder di Moda Metrics; quindi, per il mondo delle imprese, Riccardo Achilli del calzaturificio Marcos Nalini e presidente della sezione calzatura di Confindustria Macerata, Valentino Fenni del calzaturificio Dada e presidente della sezione calzatura di Confindustria Fermo, ed Enrico Ciccola del calzaturificio Romit, vicepresidente della sezione di Confindustria Ascoli Piceno.

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Il prefetto Giovanni Signer

Ad aprire i saluti istituzionali il prefetto Giovanni Signer che ha sottolineato il valore identitario del comparto: «Sentivo il dovere di essere qui perché il distretto calzaturiero non è solo un’eccellenza regionale, ma una realtà economica che caratterizza le Marche – ha riferito – Sta vivendo difficoltà imposte dalle tensioni internazionali, e solo la capacità imprenditoriale di visione e gestione riuscirà a superare questo momento». Sull’intelligenza artificiale ha aggiunto: «Un algoritmo non riuscirà a copiare l’intelligenza creativa e la capacità imprenditoriale tipica del marchigiano».

Per Claudio Morresi è «bello vedere le tre Confindustrie del territorio unite in un momento particolare per la calzatura». E ha lanciato un appello: «È un dispiacere vedere i nostri giovani emigrare. Dobbiamo evitare che il tessuto produttivo si impoverisca, altrimenti perderemo un patrimonio di conoscenze e competenze».

«Rappresentiamo un territorio dove il saper fare artigianale è diventato industria – ha ricordato Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata – Il valore della filiera è superiore alla somma delle singole realtà. L’AI è uno dei cambiamenti che più impattano sulle nostre aziende: la transizione è un processo che dobbiamo governare, investendo in tecnologia e facendo sistema».

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Spunti da approfondire sono stati suggeriti dai docenti del mondo accademico in particolare da Michele Germani, docente di Disegno e progettazione industriale all’Università Politecnica delle Marche, che ha mostrato una panoramica di strumenti software (e non solo) impiegabili in varie fasi della produzione. «Siamo passati dall’AI generativa all’AI agentica – ha spiegato – sistemi autonomi capaci di fissare obiettivi, pianificare e prendere decisioni. Le applicazioni nella manifattura sono molteplici: meno difetti, meno fermi macchina, più qualità». L’esperto ha poi parlato anche di manutenzione predittiva (con sensori che monitorano rumori e temperature) fino all’impiego dell’AI nella supply chain, producendo solo ciò che serve quando serve. Una rivoluzione potrebbe essere quella dei cobot e robot umanoidi: «Oggi un robot costa tra i 30 e i 40mila euro. E integrato con un sistema di apprendimento può davvero sostituire l’uomo in procedure pericolose e ripetitive con un aumento della produttività».

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Marina Paolanti docente Unimc e co founder Moda Metrics

Marina Paolanti, dell’Università di Macerata e co-founder di Moda Metrics, ha portato l’esperienza maturata con i brand del lusso: «Abbiamo iniziato parlando con tutti i reparti per capire cosa migliorare. Gli algoritmi devono supportare la creatività umana. Ma non basta che siano performanti: devono essere anche affidabili, dentro un framework etico».

In chiusura, la parola alle imprese con Riccardo Achilli (Calzaturificio Marcos Nalini e presidente sezione calzatura Confindustria Macerata), Valentino Fenni (Calzaturificio Dada e presidente sezione calzatura Confindustria Fermo) ed Enrico Ciccola (Calzaturificio Romit e vicepresidente sezione Confindustria Ascoli Piceno), che hanno condiviso esperienze e criticità di un settore chiamato a innovare senza snaturarsi.

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Il presidente Francesco Acquaroli

Presente per l’occasione anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli che ha richiesto il materiale proiettato dai docenti sottolineando come sia importante che tutto il tessuto marchigiano, istituzioni, imprenditori, università e associazioni lavorino in sinergia verso un’unica direzione, richiamando la sfida della programmazione europea 2028-2034: «Se non innoviamo rischiamo di pregiudicare la produttività. Dobbiamo restare competitivi ma anche umani, senza lasciare indietro l’aspetto sociale del lavoro. Le scelte che faremo sulla nuova programmazione europea unite alle misure connesse alla Zes ci diranno chi saremo. E poi c’è il tema della formazione: la nostra classe dirigente deve assumersi questa responsabilità, anche nei confronti dei giovani, per portare questo territorio all’altezza delle aspettative delle imprese e della collettività».

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