«”Vipera” e “manipolatrice” alla moglie»
Un 54enne condannato per stalking

MONTECOSARO - Oggi la sentenza al tribunale di Macerata: un anno per l'uomo. La difesa: «Non sono emerse prove di ciò che viene contestato nel capo d'imputazione. Attendiamo le motivazioni e faremo appello»

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violenza sessuale stalking

di Alessandro Luzi

Sposato per sedici anni, dopo la separazione inizia a fare stalking all’ex moglie. Queste in sintesi l’accusa per un 54enne che oggi è stato condannato ad un anno al tribunale di Macerata. Tra le contestazioni offese («Streghe maledette», così avrebbe appellato sia la donna che la figlia minore, «Vipera»), strattoni e sputi alla ex.

Oggi si è chiuso il processo davanti al giudice Andrea Belli. Al termine della requisitoria il pm Raffaela Zuccarini ha chiesto per l’imputato la condanna a 1 anno e 8 mesi

I fatti finiti al centro del processo vanno dal 2018 al 9 novembre 2020 e sarebbero avvenuti a Montecosaro, dopo che l’imputato si era separato dalla moglie (erano rimasti sposati per 16 anni circa).

L’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, contesta al 54enne di aver avuto comportamenti denigratori tramite Whatsapp e Facebook nei confronti della ex moglie, 51 anni. Per l’accusa l’uomo avrebbe pubblicato su Facebook un’immagine offensiva della donna. Il 54enne, prosegue l’accusa, avrebbe detto che la ex era una vipera, una cattiva madre e una manipolatrice.

Un altro episodio contestato risale al 22 febbraio 2020. Quel giorno, dice l’accusa, il 54enne, tentando di entrare nell’abitazione della ex moglie, avrebbe aggredito verbalmente la donna, strattonandola e sputandole in faccia.

L’accusa parla poi di presunte offese che il 54enne avrebbe rivolto alla donna e alla figlia minorenne. Avrebbe detto che erano delle «streghe maledette». L’accusa parla anche di numerosi messaggi e telefonate dell’uomo alla ex, importunandola.

Il 54enne è difeso dall’avvocato Andrea Speciale: «Sono sorpreso della sentenza – ha detto il legale -. A mio avviso non sono emerse prove di ciò che viene contestato nel capo d’imputazione. Attendo di leggere le motivazioni e poi faremo appello». La donna, tutelata dall’avvocato Alessandra Massari, si è costituita parte civile.



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