
Il taglio del nastro
di Mauro Giustozzi (Foto e video di Fabio Falcioni)
La segreteria studenti unificata dell’Università di Macerata è realtà. Oggi poco dopo le 12, il rettore John Mc Court, assieme a molte autorità intervenute tra cui il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, il direttore di Banca d’Italia di Ancona, Maurizio Cannistraro, ha tagliato il nastro inaugurando gli spazi rigenerati della nuova segreteria il cui front office va ad occupare lo storico ed iconico spazio casse di palazzo Silvestri riportato a nuova vita, l’edificio storico del centro era chiuso da oltre 14 anni.

Il rettore John Mc Court con il vescovo Nazzareno Marconi
Il vescovo Nazzareno Marconi ha dato la benedizione alla nuova struttura riaperta. Attraverso la realizzazione di un primo stralcio funzionale del valore complessivo lordo di circa 1 milione di euro, al piano seminterrato sono stati inseriti un ampio archivio documentale e un nuovo data center, mantenendo anche lo storico caveau della banca, mentre al piano terra sono stati realizzati gli uffici della nuova sede della segreteria studenti.
Quest’ultimi occupano il piano terra di palazzo Silvestri, in corso Matteotti 37: dopo un atrio d’ingresso voltato si accede ad un cortile aperto e si raggiunge l’ampio spazio che fu sede degli sportelli front office e back office della Banca d’Italia.

«E’ una grande soddisfazione poter inaugurare in coincidenza con il nuovo Anno Accademico anche questa segreteria dello studentato al palazzo ex Banca d’Italia – ha detto il rettore Mc Court – di cui abbiamo volutamente mantenuto l’effige sopra il portone di ingresso, siamo riusciti in poco tempo a far rinascere questa bellissima struttura chiusa da molti anni. Diventa lo sportello unico per lo studente da lunedì prossimo quando sarà effettivamente operativo, punto di riferimento in centro storico per la nostra università: abbiamo investito per ristrutturare questi spazi cercando di preservare il più possibile quello che c’era prima, l’atmosfera della vecchia banca utilizzando tutte le cose funzionali esistenti. E’ un’iniezione di fiducia verso il futuro, non solo dell’ateneo e verso i giovani ma direi per l’intera città perché portiamo vita all’interno di Macerata».

Attraverso un accurato intervento di restauro e recupero finalizzato a mantenere e valorizzare i caratteri storico architettonici di tali ambienti – in particolare del pregevole bancone in marmo – si è realizzato un front office di Ateneo che fungerà da iconica interfaccia tra gli studenti e l’Università di Macerata.

«E’ solo il primo step di una serie di lavori che interessano questo palazzo e ci vorranno diversi anni per completare l’intero progetto – ha ribadito il rettore – Vedere questi spazi così belli, luminosi per i nostri studenti sarà un bel biglietto da visita per l’Università e la città stessa. Prossimo appuntamento sarà la residenza per gli studenti dell’Istituto superiore Leopardi con nuovi 50 posti letto e sale per attività ricreative che spero si possa aprire entro l’anno e successivamente, intercettando altri fondi, completeremo la rigenerazione di questi edifici che diverranno il cuore pulsante di Unimc.

Un pezzo alla volta cerchiamo con responsabilità di creare le condizioni per continuare coi lavori: i primi due passi li stiamo facendo. Un grazie all’architetto Francesco Ascenzi, a Francesco Formentini che ha diretto i lavori per arrivare a questo risultato voluto da tutto l’ateneo».

Il rettore John Mc Court
L’Università ha acquisito il complesso immobiliare di proprietà della Banca d’Italia costituito dagli edifici Palazzo dei Diamanti, Palazzo Silvestri e Palazzo Lazzarini. L’ateneo ha stabilito di trasformare Palazzo dei Diamanti in sede della Scuola Superiori Giacomo Leopardi; l’intervento di ristrutturazione è in corso di esecuzione e sarà concluso nel prossimo mese di settembre 2026. I Palazzi Silvestri e Lazzarini saranno invece trasformati in sede di uffici amministrativi dell’Ateneo, attraverso una serie di interventi realizzati secondo differenti stralci funzionali.

I sindaco Sandro Parcaroli con il rettore John Mc Court e il vescovo Nazzareno Marconi
«Grazie all’impegno di tutti quanti, dell’area tecnica dell’università siamo molto contenti di avercela fatta nei tempi stabiliti. –ha affermato l’architetto Francesco Ascenzi – Si tratta di un palazzo che è stato chiuso da anni alla città e quindi c’è soddisfazione nel riaprirlo mettendolo a disposizione degli studenti ma io direi di tutti i maceratesi visto che sarà un luogo aperto al pubblico per rivedere questi spazi che raccontano tanto della storia della città. Questo è solo il primo punto della rigenerazione dell’edificio che è molto grande, circa novemila metri quadrati: stiamo attuando per stralci funzionali differenti la ristrutturazione di questi spazi.

Il prossimo sarà la realizzazione della residenza per la scuola di studi superiore Leopardi nel limitrofo palazzo Diamanti che dovrebbero essere ultimati entro il 2026 ed a seguire faremo lavori per mettere a disposizione di Unimc spazi per uffici e attività amministrative. La presenza di tanti studenti in questa zona di Macerata restituirà vitalità al centro attraverso i flussi che si avranno grazie a questo polo di Unimc». L’ateneo, tramite l’esecuzione di quest’opera, prosegue nel suo consapevole impegno di recuperare e aprire alla fruizione pubblica della città di Macerata gli edifici e le aree abbandonate e inutilizzate.
ma non è che l'ottimo prof. John McCourt abbia anche voglia di candidarsi sindaco?? Non so se abbia anche la cittadinanza italiana, perchè in tal caso lo vedrei proprio bene come "uomo del fare" (come diceva B.)... a parte questo mio auspicio, complimenti per quanto sta facendo per l'Università di Macerata!
Mireia Scalvi quei due edifici, restaurati e trasformati in alloggi per studenti, potrebbero ospitare qualche centinaio di ragazzi fuori sede. Temo che l'idea non sarebbe gradita a molti maceratesi che danno in affitto alloggi spesso fatiscenti a prezzi di "mercato".....
Ormai UniMc ha tutto il centro storico (chissá quanto costa) ,ma la cittá continua ad essere vuota.
Antonio Pente se i maceratesi frequentassero di più la loro città non sarebbe vuota
Paolo Corsi perchè non tutti i maceratesi vanno all'università ,è rimasto solo quello in centro e con ricadute economiche solo per pochi
Antonio Pente si ma non è di sicuro colpa dell'Università se Macerata si svuota, anzi meno male che c'è l'Università perchè almeno attrae anche persone da fuori. Rispetto agli anni '80, la popolazione giovanile dei nati a Macerata è dimezzata e cmq, rispetto a prima, uno ha più "tentazioni" per non uscire di casa (videogiochi, computer, serie tv, ecc.)
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Un piccolo taglio di nastro per un uomo, un grande passo per l’Umanità.
Io so’ un po’ fori corso, però all’università ce vado.