Il rettore lancia la “city university”
«Il cuore di Macerata è in sofferenza,
serve costruire una visione condivisa» (Foto/Video)

IL 736ESIMO ANNO ACCADEMICO - Il rettore John Mc Court alla cerimonia di oggi pomeriggio al teatro Lauro Rossi ha spronato: «Meno la città offre, più è difficile attrarre e trattenere nuovi iscritti. Va resa accogliente e stimolante». John Van Reeneen, docente della London School of Economics e ospite d’onore, ha sottolineato che gli atenei come Unimc svolgono una funzione cruciale nel generare prosperità di lungo periodo, perché formano capitale umano. Oggi doveva esserci anche la studentessa Melika Khangoli ma tornata in Iran a Natale, non è più riuscita a rientrare

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Il rettore John inaugurato questo pomeriggio il 736° anno accademico

di Alessandra Pierini (Foto di Fabio Falcioni)

«Non possiamo far crescere la city university da soli». Il rettore John McCourt ha lanciato il monito alla città di Macerata, dal palco della cerimonia per l’inaugurazione del 736esimo anno accademico. Dopo aver attraversato con il tradizionale corteo degli accademici proprio le vie del centro storico, partendo quest’anno da palazzo Silvestrini, ex Banca d’Italia, nuova sede della segreteria studenti, inaugurata questa mattina, ha detto: «Il cuore di Macerata, purtroppo, è in sofferenza – ha continuato -. Proprio per questo è sempre più necessario costruire, insieme al Comune e agli altri stakeholder, una visione condivisa ma soprattutto concreta, capace di rendere la città davvero accogliente e stimolante per le ragazze e i ragazzi che scelgono di studiare e vivere qui. Meno offre la città, più diventa difficile attrarre e trattenere nuovi iscritti».

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Lo sguardo si è ampliato al Centro Italia con un messaggio forte e chiaro ai rettori e alle rettrici degli altri atenei presenti sul palco: «Il “dopo Pnrr” non si improvvisa – ha detto -. O costruiamo ora una massa critica regionale e interregionale — e qui il contenitore può essere Hamu, l’hub tra Abruzzo, Marche e Umbria che mette insieme le università pubbliche delle tre regioni — oppure rischiamo di disperdere il grande lavoro già fatto».

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Si è quindi affidato alla sua amata letteratura, a Shakespeare e Yeats, per concludere: «L’università non è una fabbrica di crediti formativi o di lauree. È il luogo in cui si comincia a inseguire i propri sogni con serietà. Questo è, in fondo, il nostro compito: creare le condizioni perché ragazze e ragazzi possano inseguire i loro sogni, senza essere lasciati soli. È così che la conoscenza crea valore».

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Il professor John Van Reenen

Al suo fianco John Van Reeneen, professore della London School of Economics, che ha sottolineato che gli atenei come Macerata svolgono una funzione cruciale nel generare prosperità di lungo periodo, perché formano capitale umano, cittadinanza consapevole e capacità di lettura della complessità, elementi indispensabili per affrontare crisi globali, disuguaglianze e trasformazioni tecnologiche: «Sono ottimista – ha concluso – per il futuro delle università e di Macerata. Noi che operiamo nel mondo universitario abbiamo la fortuna di essere i creatori e i custodi della conoscenza e quindi della prosperità economica. Gli esseri umani amano imparare e vogliono continuare a farlo per tutta la vita».

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Il sindaco Sandro Parcaroli

A rappresentare l’amministrazione il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli che ha dichiarato: «Investire nella conoscenza è Investire nel futuro, il valore della conoscenza si misura nella sua capacità di essere condivisa e inclusiva». Ha parlato della grande attenzione che meritano i giovani il presidente della Regione Francesco Acquaroli: «Questa università, rimasta salda attraverso i secoli  intorno ai suoi valori, è per loro un valore».

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Da sinistra il prefetto Giovanni Signer, il sindaco Sandro Parcaroli e il presidente della Regione Francesco Acquaroli

Ha tradotto in parole le tante difficoltà che incontrano le nuove generazioni Stefano Di Carlo, presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti: «Siamo parte di una generazione che troppo spesso viene descritta, analizzata, giudicata, senza essere realmente ascoltata. Le nostre richieste in tutta Italia non si traducono in atti concreti. Le nostre proteste vengono ridicolizzate, siamo percepiti come rumore di fondo. Possiamo continuare a fare discorsi che restano inascoltati. Possiamo continuare a minimizzare, a deridere, a rimandare. Ma che vogliate ascoltarci o meno, noi non smetteremo di farci sentire. Quando una generazione viene ignorata non si spegne, ma si radicalizza».

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Il corteo degli accademici

Ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che vivono gli studenti internazionali, Diana Sviderska arrivata a Macerata dall’Ucraina: «Si tratta del coraggio e della forza necessari per salire su un aereo, senza sapere quando o se potrai tornare a casa nel calore della tua famiglia. Si tratta del più piccolo assaggio di libertà, di uno sguardo alle vaste opportunità che altrimenti non avremmo mai potuto avere. Si tratta del futuro del nostro mondo, di portare avanti le nostre voci e diffondere il messaggio».

Avrebbe dovuto essere con lei anche la studentessa Melika Khangoli la quale, tornata in Iran a Natale, non è più riuscita a tornare in Italia.

Anna Cimarelli, in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, ha evidenziato infine le criticità strutturali del sistema universitario, aggravate da carichi crescenti e risorse limitate per poi richiamare alla «collaborazione tra tutte le componenti della comunità accademica come condizione per affrontare le sfide future».

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