
Alberto Prenna
di Mauro Giustozzi
«Alberto Prenna è stata una risorsa preziosa e insostituibile sempre a servizio della Maceratese ogni volta che il club ne aveva bisogno» sono le parole di Giancarlo Nascimbeni, già dirigente della Maceratese, che con l’ex calciatore e allenatore biancorosso ha trascorso decenni di vita in comune nel guidare una società che proprio attraverso queste figure, abbinate a quelle di Tonino Seri, direttore tecnico, e Giuseppe Monachesi segretario, hanno segnato il calcio cittadino garantendo per anni onorevoli campionati tra serie C e D tra fine degli anni Sessanta a fine anni Ottanta.
«Piango la sua scomparsa, sono profondamente addolorato ed ho un grande rammarico per non averlo potuto salutare – prosegue l’avvocato Nascimbeni – avremmo voluto andare a trovarlo con altri calciatori dell’epoca, ma purtroppo negli ultimi mesi la salute di Alberto era peggiorata e non era più molto presente. Ne parlo con una grande commozione anche perché purtroppo negli ultimi tempi ci hanno lasciato degli uomini di grande valore, prima ancora che calciatori o allenatori, che hanno fatto la vera storia della Maceratese.

Alberto Prenna con la maglia della Maceratese
Persone che, come Alberto Prenna, abbinavamo il lavoro all’attività sportiva, facendo enormi sacrifici. Lui teneva alla sua carrozzeria, che non a caso aveva chiamato Maceratese, quanto al calcio: me lo ricordo come fosse oggi quando arrivava allo stadio con la sua tuta da carrozziere azzurra che cambiava con quella nera per gli allenamenti della Maceratese. Una persona davvero impagabile a cui noi ex dirigenti dobbiamo tantissimo perché se abbiamo ottenuto qualche risultato e tenuto in vita la società a livelli accettabili per decenni lo dobbiamo a figure come Alberto Prenna. Oltre che da dirigente sportivo il legame che avevo con lui è stato di un’amicizia intensa, delle nostre famiglie: i nostri figli, il mio Massimo e il suo Simone, sono stati amici sin dalle scuole elementari, ci siamo sempre frequentati».
La parabola sportiva dell’ex diesse biancorosso e dell’allenatore ha vissuto gli stessi passaggi storici legati al club a cui sono stati legati per decenni.

L’avvocato Giancarlo Nascimbeni
«Abbiamo lasciato assieme nel 1989 –ricorda Giancarlo Nascimbeni -, anche se Alberto ha poi continuato sempre a seguire la Maceratese allo stadio ed in una occasione (stagione 96/97) anche per una breve parentesi di una settimana come allenatore andando in panchina a Trieste, prima di passare il testimone al suo grande amico Bruno Nobili. Ma poi Prenna ha sempre seguito le vicende della squadra, andando spesso allo stadio sino allo scorso anno. I nostri colloqui, frequentissimi, andavano sempre a finire sulla Maceratese, ci accomunava l’amore per questa squadra».
Alberto Prenna come presenze da calciatore biancorosso è dietro unicamente a Rega e Sabbatini mentre da allenatore originario di Macerata, non ha eguali. Prime panchine negli anni Settanta, poi tre campionati interi negli anni Ottanta ed altri spezzoni. Spesso chiamato in situazioni di emergenza a risollevare la squadra è subentrato ad allenatori come Camozzi e Bozzi esonerati dalla società.
«Come allenatore Alberto era un tecnico attento che curava i particolari, si avvaleva spesso dell’aiuto di Tonino Seri. Sono innumerevoli gli episodi che ci hanno accomunati in tutti questi anni trascorsi assieme –afferma Giancarlo Nascimbeni -. Uno particolare riguarda un derby a Civitanova: lui e Seri non avevano il patentino per andare in panchina ed andai io, tenendomi in contatto con loro che erano dietro le recinzioni. Durante la partita dovetti effettuare una sostituzione ma, nella bolgia del tifo, ci fu una difficoltà di comunicazione e sostituì un giocatore diverso da quello che mi avevano indicato. Pur con tutta l’amicizia e il bene che c’era tra noi per molto tempo loro erano convinti che io avessi preso una decisione autonoma e non che non avessi sentito il loro messaggio. Però tanto era l’attaccamento ai colori biancorossi di tutti che anche questo fu superato per il bene del club». L’attaccamento alla sua città ed alla Maceratese è testimoniato anche dal fatto che dopo il breve periodo alla Fiorentina Alberto Prenna non ebbe esitazioni nel rientrare nella sua città per vestire nuovamente i colori della Rata.
«Dopo 5 anni che giocò prima a Firenze, poi a Massa e Rimini tornò a Macerata, pur avendo possibilità di andare altrove a giocare e guadagnare di più. Privilegiò la sua città. E’ stata una persona impagabile per l’attaccamento che ha avuto verso il lavoro e verso l’attività sportiva – conclude l’avvocato Giancarlo Nascimbeni -. Grazie a lui, a Peppe Monachesi e Tonino Seri la Maceratese ha potuto per oltre venti anni frequentare stadi prestigiosi e campionati nazionali. Anche quando smise di fare l’allenatore restò un punto di riferimento per tanti tecnici che poi sono venuti a Macerata che lo chiamavano al telefono per farsi raccontare qual era la situazione, l’organico della squadra e lui era sempre prodigo di consigli e disponibile».
Il funerale si svolgerà domani alle 9 nella chiesa di Santa Croce di Macerata.
Un grande giocatore ed un maestro della carrozzeria... Ho avuto l onore di vederlo all opera con Renzo Paolorosso su una triumph spitfire
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