La biblioteca vive “Altrove”:
3.700 ingressi allo spazio per i giovani

MACERATA - Presentati oggi i risultati di un anno di vita della creatura nata a fine 2024 nei locali di via Crispi nell'ambito del progetto "B.Live": ben 262 i giorni di apertura, 252 le attività realizzate e circa 630 le ore complessive di attività. L'assessore Marco Caldarelli: «Progetto che dimostra che quando ai ragazzi viene dato un luogo reale, curato e aperto alla sperimentazione, la risposta è immediata e sorprendente»

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L’iniziativa di stamattina in Sala Castiglioni

Un anno “Altrove”. Incontro alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, questa mattina, per tirare le somme del primo anno di attività dello spazio sperimentale giovanile della biblioteca, cui si accede dall’ingresso di via Crispi, e per la presentazione dei risultati di una ricerca sul suo impatto sociale, culturale ed educativo.

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Da sinistra, il rettore Unimc John McCourt e l’assessore Marco Caldarelli

Lo spazio Altrove, inaugurato il 7 novembre 2024, è nato nell’ambito del progetto “B.live – Biblioteca da vivere”, con l’obiettivo di ampliare e rinnovare il ruolo della biblioteca come luogo di relazione, partecipazione e benessere per i giovani. Il progetto, finanziato dal bando “Giovani in biblioteca” del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha visto il Comune di Macerata nel ruolo di capofila di un partenariato composto da Università di Macerata, associazione Gruca, Labs Laboratorio Sociale, associazione Amici Allievi Minimo Teatro, Red – Rete educazione digitale e Officine Mattoli. Rivolto a giovani tra i 14 e i 35 anni, il progetto è stato avviato il 12 febbraio 2024 e si è concluso il 12 gennaio scorso, coinvolgendo i partecipanti in numerose attività laboratoriali gratuite. «Altrove ha dimostrato che quando ai giovani viene dato uno spazio reale, curato e aperto alla sperimentazione, la risposta è immediata e sorprendente – ha dichiarato l’assessore alle politiche giovanili Marco Caldarelli – non parliamo solo di numeri, ma di relazioni, di crescita e di un protagonismo giovanile autentico che intendiamo continuare a sostenere. L’esperienza di Altrove conferma la validità di una scelta politica precisa: investire su spazi pubblici dedicati ai giovani, pensati non come servizi calati dall’alto ma come luoghi di corresponsabilità e partecipazione attiva. I risultati raggiunti dimostrano che politiche giovanili strutturate, integrate con il sistema culturale cittadino, producono effetti concreti in termini di benessere, inclusione e cittadinanza attiva. Riconoscere i giovani come interlocutori attivi delle politiche pubbliche e investire su spazi che favoriscano autonomia, partecipazione e corresponsabilità è stato positivo. L’esperienza maturata dimostra, infatti, che le politiche giovanili, quando sono continuative e integrate con il sistema culturale e educativo della città, producono ricadute positive durature sul benessere individuale e collettivo».

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Dal punto di vista quantitativo, nel primo anno di attività Altrove ha registrato 3.700 ingressi, 262 giorni di apertura, 252 attività realizzate e circa 630 ore complessive di attività. I dati raccolti hanno inoltre permesso di delineare l’“archetipo dell’Altrover” e alcune direttrici centrali dell’esperienza: Altrove come spazio relazionale, capace di contrastare la solitudine e favorire la nascita di legami, come luogo di decelerazione intenzionale, in cui prendersi cura del tempo e delle persone, come elemento che completa e rinnova le funzioni della biblioteca, incentivandone la frequentazione e sostenendo l’apprendimento permanente e come contesto che promuove un forte protagonismo giovanile, in cui i ragazzi non sono semplici utenti ma parte attiva dei processi decisionali. L’ambiente è stato descritto come sano, sicuro e creativo. «Sentiamo la responsabilità di contribuire, attraverso la ricerca e le competenze scientifiche, a iniziative che hanno un impatto reale sulla vita delle persone, in particolare dei giovani – ribadisce il rettore di Unimc John McCourt – la collaborazione all’interno del progetto B.live dimostra che quando enti pubblici, mondo accademico e realtà associative condividono una visione, è possibile costruire spazi di crescita, partecipazione e benessere che rafforzano la comunità nel suo insieme».

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Lucia Copparoni

La ricerca è stata condotta da Lucia Copparoni, specializzanda in Beni archivistici e librari presso l’Università La Sapienza e alumna della Scuola di studi superiori Leopardi dell’Università di Macerata. L’indagine, relativa all’ambito della biblioteconomia sociale, ha analizzato l’impatto dello spazio Altrove nel sistema del benessere, partendo dal contesto globale delineato dall’Agenda 2030 e dal Report OMS 67/2019 su arti e salute, per poi concentrarsi sull’esperienza locale del progetto B.live. La ricerca, basata sul metodo della grounded theory, ha coinvolto direttamente i frequentatori dello spazio attraverso questionari e interviste, restituendo una fotografia partecipata e profondamente radicata nella vita quotidiana dei ragazzi.  A completare il quadro sono intervenuti Massimiliano Cascata e Marco Del Gobbo, youth worker e operatori giovanili di Altrove, che hanno raccontato l’esperienza di gestione dello spazio, con particolare attenzione alle attività nate direttamente dall’iniziativa dei ragazzi e al valore della rete costruita con le istituzioni e le associazioni cittadine. Massimiliano Pavoni, bibliotecario della Biblioteca Mozzi-Borgetti e supervisore delle attività, ha infine evidenziato l’ottimo riscontro in termini di partecipazione e l’efficace integrazione tra i servizi tradizionali della biblioteca e le nuove pratiche sperimentate all’interno di Altrove.

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