
Gian Luigi Spiganti Maurizi, ex sindaco di Visso
di Monia Orazi
«Non è giusto tenere nel caveau di una banca questi capolavori, tra cui l’Infinito, in attesa che siano terminati i lavori al complesso di Sant’Agostino, che richiederanno come minimo qualche anno». L’ex sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi rompe il silenzio sulla decisione della giunta comunale di bloccare l’allestimento temporaneo del museo leopardiano nelle strutture di piazza Maria Cappa. Una scelta che per l’ex primo cittadino rappresenta un’occasione mancata per rilanciare il turismo culturale in un territorio ferito dal sisma.
La recente delibera di giunta ha interrotto la progettazione in corso, destinando i 400mila euro disponibili non più al museo temporaneo ma alla sede provvisoria dell’archivio storico e dei libri antichi. Una rimodulazione motivata dalla «particolare importanza culturale delle opere da esporre e la loro specifica necessità di conservazione», per evitare «lo stress dovuto a continui spostamenti e riallestimenti». Ma per Spiganti Maurizi la scelta è incomprensibile. «Voglio ricordare che era stata la mia amministrazione a trovare i soldi per questo progetto: 200mila euro stanziati dalla Regione e altri 200mila dal commissario Castelli. In piazza Maria Cappa erano stati individuati spazi appositi per realizzare questo progetto».
Quanto alla biblioteca, Spiganti Maurizi rivendica il lavoro svolto: «La biblioteca esisteva già prima del terremoto, il materiale era stato tutto catalogato ed era un punto di riferimento. I volumi provenienti dalla storica biblioteca vicino al palazzo comunale della vecchia piazza non potevano più essere tenuti in deposito al Cosmari e quindi li abbiamo riportati a Visso. Sono inscatolati da 10 anni, mi auguro siano tenuti secondo le condizioni ottimali per la loro conservazione». Volumi che oggi sono accatastati proprio negli spazi di piazza Maria Cappa che erano destinati al museo. «Avevamo anche comprato la scaffalatura apposita per fare la biblioteca e un armadio per riporre i volumi più preziosi evitando che si rovinassero con l’esposizione al pubblico». Il museo temporaneo, ricorda l’ex sindaco, era stato studiato nei dettagli. «Tramite un professore dell’Università di Perugia avevamo individuato anche altre opere da mettervi. Avevamo pensato all’allestimento provvisorio proprio per poter mostrare al pubblico questi capolavori, patrimonio dell’umanità, senza attendere il tempo necessario al ripristino della sede originaria».
La critica più dura riguarda i tempi di attesa. «Quanto si dovrà attendere per avere il museo che ritorna nella sua vecchia sede? Senza poi considerare che la condizione dei lavori in piazza molto spesso impedirà la fruizione», osserva Spiganti Maurizi, paventando alcuni anni di attesa prima che Sant’Agostino possa ospitare definitivamente le opere. «Nel frattempo si sarebbe creato un circolo virtuoso di turismo culturale a Visso, che purtroppo ha perso molto dopo quel terribile terremoto. Non abbiamo quasi nulla di attrattivo. Sarebbe importante invece poter esporre questi manoscritti in modo da attirare turismo scolastico e non solo, appassionati di cultura e della vita di questo grande poeta».
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