Ladri alla Croce Gialla,
rubata una Fiat Punto:
«Che senso ha fare un gesto simile?»

RECANATI - Il colpo è stato ripreso dalle telecamere. Indagano i carabinieri. Il mezzo serviva per le consegne di cibo e medicinali, la delusione della presidente Elisabetta Bernacchini: «La macchina era datata, ma a noi faceva comodo, speriamo di ritrovarla»

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Elisabetta Bernacchini

Elisabetta Bernacchini

Rubata un’auto della Croce Gialla di Recanati. Nella notte tra domenica e lunedì la sede del sodalizio, in via Nazario Sauro, è stata presa di mira da ignoti che hanno rubato una Fiat Punto di servizio, utilizzata quotidianamente per attività di assistenza sul territorio.

Il mezzo sottratto, con i loghi della Croce Gialla ben visibili, era impiegato per il trasporto di pasti a domicilio, farmaci e beni di prima necessità destinati soprattutto a persone anziane, sole o con difficoltà motorie. L’auto si trovava all’interno del garage della sede dell’associazione e, secondo una prima ricostruzione, il responsabile del furto avrebbe scavalcato la recinzione esterna, forzato l’ingresso del garage e, una volta all’interno, aperto il cancello per allontanarsi con il veicolo.

«Lunedì mattino – dice la presidente del sodalizio, Elisabetta Bernacchini – non abbiamo realizzato subito che l’auto era stata rubata. Abbiamo visto che non c’era, ma abbiamo pensato che fosse stata presa per un servizio. Poi verso le 10, quando era chiaro che nessuno l’avesse presa, ci siamo insospettiti e abbiamo controllato i filmati delle telecamere».

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La sede della Croce Gialla di Recanati

L’intera azione, infatti, è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza: dalle immagini emerge che ad agire sarebbe stata una sola persona, con il volto coperto da un cappuccio. Il materiale video è stato consegnato ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini per individuare l’autore del furto e recuperare il mezzo.

Sebbene l’autovettura non abbia un elevato valore economico e non sia destinata a servizi di emergenza, la sua assenza rappresenta un danno concreto per l’operatività dell’associazione che svolge ogni giorno decine di trasporti non urgenti, ma fondamentali per assistenza e supporto a molte persone fragili. Attualmente l’associazione dispone di un solo altro mezzo, insufficiente però a soddisfare tutte le richieste. 

«La macchina era datata – dice Bernacchini – ma a noi faceva comodo, speriamo di ritrovarla. Forse è servita per fare altri furti e la abbandoneranno da qualche parte. Ci fa rabbia il fatto che sia stata colpita una associazione di volontariato. Che senso ha fare un gesto simile? Noi nel weekend, quando facciamo assistenza durante le partite, lasciamo spesso anche il cancello aperto, ci si fida, invece i tempi che cambiano ci impongono di non poterci più fidare. E questo dispiace».

(G. San.)



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