Stadio, Gobbi smorza i toni:
«Convivenza calcio-atletica necessaria,
stop a polemiche e attriti»

MACERATA - Dopo le critiche di Fabrizio Giorgi, il presidente dell'Atletica Avis locale spiega il punto di vista della società: «I problemi tra le due attività ci sono, ma non sono insormontabili. Una struttura solo per noi? Sarebbe bello e in linea con tutte le altre grandi città della regione, ma è difficile chiederlo: è appena stata rifatta la pista con una spesa di svariate centinaia di migliaia di euro»

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Costantino Gobbi

Restyling dell’Helvia Recina e rapporti tra calcio e atletica leggera. A smorzare i toni, dopo le critiche pungenti sollevate dallo storico esponente Fabrizio Giorgi che avevano acceso il dibattito, è il presidente dell’Atletica Avis Macerata, Costantino Gobbi.

«C’è in giro – esordisce – una discussione che parla di sport a Macerata ed in particolare dei rapporti tra calcio e atletica leggera visto che utilizzano lo stesso impianto, quanto segue è il punto di vista dell’Atletica Avis Macerata. Cerchiamo di elencare i fatti per poi passare alle considerazione su di essi e alle prospettive».

E parte dai lavori: «L’amministrazione comunale ha trovato i fondi per poter restaurare e ammodernare l’impianto sportivo dello stadio Helvia Recina Pino Brizi che ne aveva bisogno per problemi di accessibilità, fruibilità e, per quanto riguarda l’atletica leggera, l’impraticabilità della pista che era arrivata a fine ciclo per il materiale di cui è composta e aveva ceduto, per l’ennesima volta, nella curva subito dopo l’arrivo. L’affidamento dei lavori è stato dato, rispettando le leggi previste in questi casi, ad una ditta che è proprietà del presidente della Società Sportiva Maceratese Calcio».

Poi prosegue sulle conseguenze per calcio e atletica: «I lavori si sono svolti in due annualità che hanno comportato conseguenze diverse per le due attività, il calcio ha potuto disputare due campionati usufruendo dello stadio, però non ha potuto usarlo per gli allenamenti trovando ospitalità in altre strutture della città. L’atletica leggera non ha mai potuto gareggiare nello stadio di Macerata e per due anni, in periodi di primavera estate, non ha neanche potuto allenarsi a Macerata dovendo spostare gli atleti in altre strutture da Montecassiano ad Ancona. La collaborazione con la ditta che ha fatto lavori ha però consentito di sfruttare gli spazi della tribuna in alcuni periodi dell’anno il che ci ha permesso di portare avanti le attività almeno con i giovanissimi». Da qui la consapevolezza sul valore aggiunto: «Alla fine dei lavori che cosa avremo? Senz’altro uno stadio più funzionale e un’ottima pista di atletica in grado di ospitare manifestazioni anche di alto livello, la sicurezza che la curva non cederà più facilmente visto il grande lavoro di consolidamento fatto dopo aver trovato la causa dei cedimenti ripetuti, e di questo siamo grati all’ amministrazione che ha messo a disposizione le risorse per la realizzazione dell’opera e alla ditta che l’ha realizzata. Ma i lavori non sono finiti».

Ecco allora i disagi: «Per la piena funzionalità dell’opera – evidenzia Gobbi – devono essere realizzate molte cose che sono piccole rispetto al lavoro fatto fino ad ora ma senza le quali l’atletica non riuscirà ad usare l’impianto, una su tutte la mancata realizzazione, ad oggi, della pedana e della gabbia per i lanci, posizionata nell’area dell’antistadio; abbiamo la campionessa italiana allieve e maglia azzurra del lancio del disco che da mesi non può lanciare a causa di questa mancanza. Negli ultimi tempi si è visto un progressivo rallentamento delle attività e il timore è che manchi la determinazione a terminare i lavori al più presto ma speriamo che la ditta Crocioni ci smentisca con i fatti».

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L’area dove dovrebbero sorgere le nuove pedane, ancora non realizzate

Sui problemi di convivenza tra le diverse attività, Gobbi sostiene che «non sono certo insormontabili. Ad esempio – dice – l’uso del materiale della palestra, di proprietà Atletica Avis, da parte della Maceratese Calcio è un esempio di collaborazione; un altro può essere la disponibilità ad abbassare i ledwall recentemente installati, a fine campionato o in particolari occasioni che lo rendano necessario. Sono problemi che dovremmo riuscire a risolvere tra persone civili senza dover ricorrere ad arbitrati da parte dell’amministrazione comunale se non in casi estremi. Si parla anche di una soluzione a strutture separate che sarebbe veramente ottima».

Posizione chiara anche in merito alla necessità di una struttura interamente dedicata all’atletica: «Macerata è l’unica città delle Marche che non ha una struttura riservata per l’atletica leggera come esistono a: Ancona, Fermo, San Benedetto, Ascoli Piceno, Fano e Pesaro. Per l’atletica sarebbe sufficiente un impianto molto più semplice rispetto allo stadio attuale, basta la pista, una piccola tribuna, un locale per la palestra e gli spogliatoi, possiamo però avanzare questa richiesta ora che oltre alle altre strutture è stata rifatta la pista con una spesa di svariate centinaia di migliaia di euro?».

Infine il suo passato da medico gli permette di intervenire sulle microplastiche di cui si è parlato a proposito dei campi sintetici. «Il problema è il materiale da intaso – dice -, di solito composto da derivati da pneumatici usati, che contiene sostanze cancerogene che possono interessare atleti e spettatori. Nel 2021 l’Unione Europea ha legiferato in materia abbassando drasticamente i limiti di tolleranza delle sostanze incriminate, nella stessa legge si riferisce che al momento della sua pubblicazione il 95% dei materiali in vendita rispettava di già i nuovi limiti, immagino quindi che i materiali usati rispondano pienamente alle normative rendendo il rischio “minimo e tollerabile” cosa che caratterizza l’ambiente in cui viviamo. Diverso è il discorso dell’aumento degli infortuni muscolari e articolari degli atleti che giocano sui campi sintetici ma su questo gli staff delle società sapranno come ovviare. Insomma bene il rifacimento dell’impianto, diamoci da fare per completare i lavori e renderlo fruibile anche da parte dell’atletica leggera, non cerchiamo di montare polemiche e attriti perché per un bel po’ di anni la convivenza sarà necessaria ed è meglio andare d’accordo nel reciproco rispetto che litigare».

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