Civitanova “azzurra” con coach Banchi:
«Magari tra voi c’è il nuovo Fontecchio.
Al volley invidio risultati e visibilità»

BASKET - Il ct della Nazionale ospite oggi al Draft Event della Jr. Nba, che ha portato le 49 squadre Under 13 della regione al PalaRisorgimento. «Anche io venivo da una città, Grosseto, che nel basket non aveva mai fatto nulla. Ma i miei genitori, come quelli dei ragazzi che sono qui, hanno creduto che la pallacanestro fosse il veicolo giusto non solo a livello sportivo, ma anche di valori. Tutti sognano l'America e l'America sta guardando all'Europa con sempre maggior interesse»

- caricamento letture
Banchi-2-650x488

Il saluto del ct azzurro Luca Banchi alla platea del PalaRisorgimento

di Marco Pagliariccio

Non è proprio usuale che, in una ordinaria domenica mattina di gennaio, il commissario tecnico della Nazionale di basket trovi modo di presenziare a un evento Under 13 al PalaRisorgimento di Civitanova. Ma il segnale che ha voluto dare Luca Banchi è forte e chiaro: essere un faro, una guida per tutto il movimento cestistico italiano, non soltanto colui che seleziona e manda in campo i migliori giocatori azzurri nelle competizioni internazionali.

Banchi-1-650x517

E così ieri sera è arrivato in città e stamattina non ha mancato di pure di distribuire, oltre a selfie e sorrisi, pure le canotte del Draft Event della Jr. Nba, l’iniziativa firmata dalla Fip (Federazione Italiana Pallacanestro) che abbina i nomi delle 49 squadre Under 13 della regione (38 maschili e 11 femminili) alle squadre del massimo campionato americano. Le formazioni si sfideranno poi durante il corso dell’anno per cercare di staccare il pass per le Finali nazionali, che per quest’anno sono state assegnate proprio alle Marche (in sede ancora da stabilire). «Un evento cui la Federazione tiene particolarmente – sottolinea coach Banchi – e io per quanto possibile sto cercando di garantire presenza alle varie iniziative. Non sempre le date coincidono con i miei impegni, ma oggi sono contento di essere qua e dare un mio impulso a un’iniziativa che testimonia il grande amore che questi ragazzi hanno per il gioco e per il mondo Nba».

Banchi-3-650x488

Il tecnico visto nelle Marche anche sulle panchine di Jesi e Pesaro, oltre che su quelle prestigiose di Siena, Milano, Virtus Bologna, Bamberg, Strasburgo e Lettonia solo per citarne alcune, è in sella dallo scorso ottobre e la scelta di avere un impegno full time in azzurro è dettata da una visione ben precisa. «L’idea è che in questa stagione io riesca a prendere coscienza di qual è lo stato attuale del nostro movimento su tutto il territorio nazionale – evidenzia Banchi – voglio dare sostegno e autorevolezza ai messaggi dei nostri istruttori giovanili: c’è un tremendo bisogno di dare una linea anche a livello tecnico ad allenatori e istruttori che troppo spesso non godono della dignità e del sostegno che meritano. Come ct della Nazionale, sento anche questo dovere, di essere un sostegno per tutta la categoria e per i club che fanno grandissimi sacrifici per sostenere un’attività che è difficilissimo rendere autosufficiente».

Banchi-4-650x488

Per questo al termine dell’evento Banchi ha voluto incontrare, in maniera informale, gli allenatori del territorio (anche se a rispondere presente sono stati solo una ventina) con i quali instaurare un dialogo per cercare di far parlare al basket italiano una voce sola. Sfida improba, specie in un ambiente, come dimostra l’iniziativa della Jr. Nba, in cui il sogno americano resta fortissimo. «E’ giusto che questi ragazzi vivano il sogno di giocare in Nba – chiarisce Banchi – portare sul petto il nome di una di quelle franchigie è un modo per dare ancora più impeto alla passione che mettono ogni giorno in questo sport. Il mondo Nba è percepito in modo sempre più forte e raggiungibile, i ragazzi ne hanno una conoscenza straordinaria. Poi quello che accadrà nei prossimi anni (sul fronte Nba Europe, ndr) lo vedremo strada facendo, però c’è un forte desiderio anche da parte loro di entrare in Europa: spero che sia da stimolo e da modello per diventare il nostro basket sempre migliore».

Banchi-Biondini

Luca Banchi (al centro) e il presidente di Fip Marche Maurizio Biondini (a destra)

Civitanova terra di calcio, ma soprattutto casa del grande volley con la Lube che da decenni è uno dei fari a livello mondiale di un movimento cui spesso il basket guarda di sottecchi. «Cosa ruberei al volley? È facile dire i risultati delle loro Nazionali, ma dobbiamo saper estrapolare quella realtà da un contesto che è totalmente diverso dal nostro, che ha un numero di concorrenti diversi – rimarca il ct azzurro – basta vedere i nomi delle nazioni che si contendono titoli e trofei. Siamo orgogliosi di ciò che siamo e ciò che rappresentiamo, navighiamo in un mare che è fatto di autentici colossi cestistici a livello sia continentale che globale. Il volley sta sfruttando molto bene in termini di promozione i risultati ottenuti, anche come visibilità sulle piattaforme mediatiche. Ma a livello di praticanti, in particolare sul fronte maschile, calcio e basket continuano a farla da padroni».

Banchi

Banchi cresce a Grosseto, città che nulla a che vedere con la pallacanestro di alto livello, un po’ come Civitanova o come il Maceratese tout court. Ma questo non l’ha fermato dal diventare uno degli allenatori più rispettati non solo d’Italia, ma di tutta Europa. «La passione non si misura con la tradizione – evidenzia l’allenatore toscano – io vengo da una città che non ha mai rappresentato nulla ad alto livello cestisticamente parlando, ma questo non mi ha impedito di alimentare il mio amore per il gioco. Ringrazio la mia famiglia come quelle di questi ragazzi che sono qui oggi perché hanno creduto che il basket fosse il veicolo migliore per infondermi anche valori che mi sarebbero serviti al di là dello sport. Spero che lo stesso possa accadere per loro e chissà che qui dentro non ci sia il prossimo Simone Fontecchio o un allenatore capace come me o come altri miei colleghi di fare esperienze di alto livello».

IMG_5843-650x488

All’orizzonte per il ct della Nazionale c’è la prossima finestra di qualificazione ai Mondiali, con il doppio appuntamento in programma il 27 febbraio e il 2 marzo con la Gran Bretagna. E al solito per le convocazioni si dovrà fare la conta dei superstiti. «Le opportunità di reclutamento sono legate ai calendari e alle situazioni di infortuni – chiude laconicamente Banchi – la finestra di febbraio arriva a ridosso delle coppe nazionali, per cui sarà un periodo di grande stress per atleti e club, vedremo cosa succederà. In questo ruolo devi avere una grande capacità di adattamento a situazioni che si modificano anche all’ultimo minuto».

IMG_5832-650x488

Alla giornata, organizzata da Fip Marche con il supporto della Virtus Civitanova, ha partecipato anche un’altra leggenda del basket azzurro come Roberto Brunamonti, grandissimo giocatore della Virtus Bologna e della Nazionale a cavallo tra anni Ottanta e Novanta e oggi coordinatore del settore squadre giovanili femminili Fip. E poi ovviamente il presidente di Fip Marche Maurizio Biondini, l’assessore allo sport di Civitanova Claudio Morresi e la delegata Coni per la provincia di Macerata Letizia Genovese.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X