
La riunione di famiglia alla presenza del sindaco Matteo Cicconi
di Monia Orazi
«Tanti auguri di salute e serenità da tutta la cittadinanza per l’alto valore umano e la testimonianza di vita che rappresenta». Con queste parole il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi ha augurato a Tullia Memè 105 anni compiuti oggi, il buon compleanno da parte di tutta la cittadinanza.

Il sindaco ha raggiunto la simpatica ultracentenaria a casa delle figlie, dove vive circondata dall’affetto dei familiari, e ha condiviso con lei ricordi ed esperienze di una vita trascorsa all’ombra della cartiera. «Quando eravamo “monelli” ci divertivamo. Tornavamo a catturare gli animali, poi li mettevamo dentro i sacchetti e li chiamavamo cartari» racconta lucidissima l’ultracentenaria, l’anziana più vecchia di Pioraco.

Non ha dimenticato tante avventure della sua vita, come ad esempio la disavventura di stare per prendere a Fabriano il treno sbagliato che portava a Castelraimondo e di essere riuscita a prendere quello giusto solo perché ha incontrato una conoscenza che le ha detto che era il treno sbagliato. Poi le avventure di ritorno a Pioraco, con lei sulla canna di una bicicletta guidata da un concittadino. Una vita avventurosa quella di Tullia Memè. Partita per Roma a soli 10 anni per andare a servizio a domicilio presso una signora che la trattava bene perché non aveva figlie. Racconta ai nipoti riuniti e al sindaco l’ingresso in cartiera, dove ha lavorato tutta la vita. Un orario all’avanguardia per quei tempi: dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18. «Ci davano anche la minestra. Solo che prendevo 15 soldi, molto meno dei maschi. Gli uomini prendevano di più», racconta.

Un mondo antico quello rievocato dalle parole di Tullia, un mondo che non esiste più ma che è parte integrante della storia e delle radici di Pioraco. Per questo il sindaco Matteo Cicconi le ha voluto rendere omaggio donandole la riproduzione di una medaglia per il prestigioso traguardo raggiunto.

Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Una vita in cartiera: ancora lavora?