
Un nome, una storia, un sacrificio: quello dell’agente Calogero Zucchetto, barbaramente ucciso dalla mafia a soli 27 anni, nel 1982. Per onorare la sua memoria, ieri mattina a Matelica si è tenuta la cerimonia per l’inaugurazione della targa commemorativa nel piazzale a lui intitolata.

Alla presenza del sindaco Denis Cingolani, del prefetto di Macerata Giovanni Signer, del questore Luigi Mangino, delle più alte cariche civili e militari della provincia, dell’Associazione nazionale Polizia di Stato, nonché di numerosi studenti e cittadini, si è tenuto l’evento promosso dal sindaco della città in ricordo di “Lillo”, medaglia d’oro al valor civile.

«Zucchetto rappresenta un esempio di alta fedeltà nei confronti dello Stato e ai valori che esso incarna come la giustizia, la democrazia e la libertà, per tutti coloro che vengono chiamati ogni giorno a svolgere il proprio dovere vigilando sulla corretta osservanza delle leggi e sulla sicurezza dei cittadini» ha affermato il questore Mangino, portando anche i saluti del Capo della Polizia, Vittorio Pisani. Quest’ultimo, pur non potendo essere presente, ha voluto esprimere il suo profondo ringraziamento per il segno di vicinanza dimostrato da Matelica nel mantenere viva la memoria di una vittima di mafia.

La cerimonia è iniziata con la scopertura della targa dedicata all’agente della Squadra mobile di Palermo, che negli anni Ottanta fu stretto collaboratore del vice questore Ninni Cassarà. Commosso l’intervento del prefetto Giovanni Signer, che si è rivolto agli studenti presenti sottolineando l’importanza della loro partecipazione come simbolo concreto di memoria viva, un modo per rendere omaggio a chi ha dedicato la propria vita al perseguimento della giustizia e della libertà. La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della targa, da parte del sindaco di Matelica, del questore e del prefetto.


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