Nove arresti, banda della coca sgominata.
Indagine nata da una “madre coraggio”.
Tra i clienti professionisti insospettabili (Foto/Video)

OPERAZIONE POTENTIA - Il sodalizio operava tra Potenza Picena e Civitanova. Il leader, Cataldo Cicciù, forniva anche assistenza legale ai sodali. In manette pure il fratello Domenico e la moglie Cristina Montali. Oggi trovate due pistole nel corso dell'esecuzione delle misure cautelari. Una decima persona, Antonio Cicciù, padre dei due fratelli finiti in carcere, non destinatario della misura, è stato arrestato perché trovato nel corso di una perquisizione con un revolver con matricola abrasa

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Uno degli arrestati esce dalla caserma di Civitanova

di Gianluca Ginella

Anche professionisti insospettabili, tra questi un avvocato, nella lista dei clienti del presunto sodalizio capeggiato dal 41enne Cataldo Cicciù arrestato (a Cosenza) insieme ad altre otto persone (tutti in carcere). C’è stato pure un decimo arresto, perché un indagato, non destinatario della misura, è stato trovato con una pistola con matricola abrasa. L’operazione, chiamata “Potentia” è nata da una indagine della Compagnia dei carabinieri di Civitanova e oggi ha visto in azione i comandi provinciali dei carabinieri di Macerata col supporto dei comandi di Ancona, Fermo e Cosenza e il supporto del Quinto Nucleo elicotteri di Pescara. L’indagine è stata coordinata dalla Dda di Ancona e nasce dal coraggio di una madre che aveva il figlio che, caduto nell’incubo del consumo di droga, continuava a chiederle soldi e aveva contratto un debito con gli spacciatori. La donna sarebbe stata contattata dallo stesso Cataldo Cicciù che intendeva recuperare il debito di droga.

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Dalla sua denuncia sono partite le indagini dei carabinieri della Compagnia di Civitanova che si sono poi allargate sino ad individuare la presenza del presunto sodalizio che avrebbe avuto come focus lo spaccio di cocaina a Potenza Picena e Civitanova. Tra gli acquirenti comuni cittadini e insospettabili professionisti di Civitanova, tra loro un avvocato. I carabinieri nel corso delle indagini hanno individuato 4 canali di approvvigionamento della droga che fanno riferimento ad albanesi, nordafricani e ad un pregiudicato legato alla criminalità organizzata campana. Nel corso delle indagini ci sono stati 5 arresti in flagranza di reato, è stato appurato che il sodalizio aveva disponibilità di armi, sono stati sequestrati 300 grammi di cocaina e due chili di hashish e marijuana. Vengono contestate circa 200 cessioni di droga.

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Sventato anche un tentato furto ad un bancomat di Recanati (che doveva saltare con dell’esplosivo) e che era stato pianificato da alcuni indagati con la complicità di quattro pugliesi.

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Il generale Nicola Conforti con il colonnello Raffaele Ruocco alla caserma di Civitanova

La misura cautelare della custodia cautelare in carcere ha riguardato 9 persone, tutte residenti e domiciliate nel comune di Potenza Picena. Il promotore del sodalizio, un fratello (Domenico Cicciù, 36), la moglie di Cataldo Cicciù, Cristina Montali, 41, titolare di una tabaccheria e secondo gli inquirenti collettore dei proventi dello spaccio (a lei i pusher facevano recapitare i guadagni, secondo le indagini della Dda). Oltre a loro sono stati arrestati Pierluigi Tetta, 41enne nato a Foggia, che aveva compiti di cessioni al dettaglio della droga, Angelo Buffalo, 49enne, nato a Lucera, pure lui con compiti di cessione della droga al dettaglio, idem per Mario Zoila, 40, nato a Lucera e per Rromeo Bakalli 45, albanese.

Infine Gli ultimi due arresti Salvatore Vicino, 55, di Gravina di Puglia, e Massimiliano Isidori, 56, maceratese, avevano il ruolo di custodi. Ad assistere gli arrestati gli avvocati Simone Santoro, legale di diversi degli indagati e di Cataldo Cicciù (in codifesa con Raffaele Meles), Emanuele Senesi, e Cinzia Bruschi.

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Cataldo Cicciù appartiene ad una famiglia arrivata a Porto Potenza negli anni ’90. Il capo famiglia, Antonio Cicciù, 61enne, padre di Cataldo e Domenico, è stato pure lui arrestato oggi nel corso di una perquisizione dei carabinieri. Pur non destinatario di misure cautelari, gli è stata trovato un revolver con matricola abrasa e carico con cinque proiettili.

Altro aspetto emerso dalle indagini il fatto che Cataldo Cicciù si occupava direttamente delle vicende legali degli associati, relative all’esecuzione del programma criminoso dell’associazione, interloquendo con il difensore e provvedendo al pagamento delle relative parcelle.

Sulle armi. Due sono state trovate oggi nel corso delle perquisizioni, oltre a quella di Antonio Cicciù, l’altra era di uno degli indagati raggiunti oggi dalla richieste di misura cautelare. Inoltre lo scorso 24 maggio uno degli indagati è stato trovato in possesso di un ingente quantitativo di marijuana, e deteneva illegalmente anche due fucili, di cui uno con matricola abrasa, e più di 200 cartucce, tenuti a disposizione del sodalizio stesso.

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Il modo in cui spacciavano era itinerante: fatto di contatti e scambi tra spacciatori e tossicodipendenti eseguiti spesso in luoghi diversi (tra questi c’è un ristorante di Porto Potenza, c’è un cimitero), che venivano scelti volta per volta. Per parlare con i “clienti” usavano Whatsapp o facevano telefonate usando un linguaggio in codice per non farsi scoprire se intercettati. Altra strategia: non rifornirsi di quantità di stupefacente eccessive e diversificando le fonti di approvvigionamento, così da evitare ingenti perdite economiche in caso di sequestri.

Emerge dalle indagini anche una profonda conoscenza del territorio da parte degli indagati: che conoscevano le targhe dei veicoli civetta delle forze dell’ordine e potevano contare sull’aiuto di numerosi fiancheggiatori, pronti a dare l’allarme se vedevano carabinieri o polizia.

Oggi sono state eseguite le nove misure cautelari. Sono state anche trovate due armi. Una ce l’aveva Antonio Cicciù, l’altra uno dei destinatari della misura cautelare eseguita oggi: si tratta di una Beretta 98 calibro 9×21, anche questa con matricola abrasa, dotata di 2 caricatori carichi con 15 proiettili ciascuno, e di altri 50 colpi. L’indagine della Dda è stata portata avanti dai pm Enrico Barbieri e Valeria Cigliola. Le misure sono state disposte dal gip di Ancona Sonia Piermartini.

 

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Spaccio di cocaina: smantellata associazione a delinquere. Nove misure cautelari in carcere (Video)



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