
Il taglio del nastro dell’angiografo di due settimane fa
di Luca Patrassi
Come faceva notare parecchi anni fa l’allora direttore generale della allora area vasta 3 dell’Asur Alessandro Maccioni i costi di manutenzione di un ospedale vecchio incidono ogni anno per parecchie centinaia di migliaia di euro, probabilmente milioni.
In quegli anni si dibatteva sull’opportunità di realizzare in project financing un ospedale chiavi in mano per abbattere appunto le spese di gestione, non impelagarsi in appalti pubblici spesso estenuanti ed avere un ospedale nuovo in tempi certi. Il centrosinistra vagheggiava questa soluzione, salvo poi non dare seguito agli annunci, mentre il centrodestra insorse denunciando i presunti sprechi di risorse pubbliche. Quello che è seguito da quel 2020 è noto a tutti, ora si attende entro il mese la presentazione del progetto per procedere con l’esproprio o con l’acquisto del terreno. Insomma se il centrosinistra non ha concretizzato quando era al governo, sul fronte opposto di operativo si è visto pochino.
Lunga la premessa per presentare i fatti, vale a dire la concretezza degli atti amministrativi che spiegano come in realtà vanno le cose ovviamente sempre a beneficio della finanza pubblica e dei cittadini contribuenti, tanti o pochi che siano. All’albo pretorio è apparsa di recente una determina che autorizza una variante di spesa in relazione ai lavori eseguiti per l’installazione di un angiografo in ospedale. Lo strumento, del costo di 800mila euro, è stato donato dalla Fondazione Carima mentre le opere edili (altri 800mila euro) sono state pagate dalla Ast. Ora all’albo pretorio esce fuori una determina che evidenzia come la direzione lavori abbia chiesto ed ottenuto (il macchinario è stato inaugurato) una variante di quasi 108mila euro per “imprevisti” nei lavori. La perizia di variante «comporta – si legge nella determina Ast – un aumento di spesa rispetto al contratto originario dell’importo di 98.165,85 euro calcolato al netto del ribasso d’asta del 5,12%, oltre Iva 10% (incremento del 18,37%) per un importo complessivo di 107.982,43 euro. La perizia di variante comporta altresì un incremento dell’onorario relativo alle spese tecniche dell’importo complessivo di 27.949,68 euro».
Un altro angiografo per l’ospedale: «Facciamo un ulteriore salto di qualità»
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ma io vorrei sapere se esiste un organo di controllo tecnico-amministrativo per appurare se questi costi maggiorati abbiano un presupposto vero o un capriccio di mercato, speculazioni sempre in agguato cioè, e in campo sanitario ci deve stare una tutela maggiore, invece temo che ci sono misteri per quanto riguarda onorari e perizie , tanto paga pantalone…