Poliziotti fanno lezione a scuola per dire stop alla violenza sulle donne
MACERATA - L'incontro organizzato dall'assessorato alle pari opportunità. Patrizia Peroni, dirigente della Divisione anticrimine, ha illustrato tutti gli elementi di prevenzione
Patrizia Peroni, dirigente della Divisione anticrimine
Un incontro rivolto agli studenti delle superiori per contrastare la violenza di genere. Protagonisti gli agenti della questura di Macerata. L’appuntamento di ieri mattina è stato organizzato da Francesca D’Alessandro, assessore alle politiche per le pari opportunità del comune di Macerata, nell’ambito dell’iniziativa “Guardami negli occhi”, giunta alla quinta edizione.
A rappresentare la Questura Patrizia Peroni, dirigente della Divisione anticrimine che, dopo aver portato il saluto istituzionale del questore Luigi Mangino, ha illustrato ai numerosi studenti delle scuole superiori della città quali sono gli strumenti di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne, partendo dalla segnalazione sino a giungere alla denuncia, passando per la possibilità di chiedere un ammonimento del questore.
Al centro Francesca D’Alessandro, vicesindaca di Macerata
Su questa misura di prevenzione si è soffermata l’attenzione dei ragazzi, anche perché può essere richiesto dai minori non solo per i reati di stalking, ma anche per episodi di bullismo, cyberbullismo e revenge porn.
La dirigente della polizia ha ribadito l’importanza di segnalare alle forze dell’ordine e al centro antiviolenza ogni violenza ma soprattutto essere d’aiuto per chi è in difficoltà a riconoscere i primi segnali di violenza informando chi può intervenire e quindi proteggere.
«La polizia è presente nelle scuole anche per educare i giovani al rispetto e per far comprendere il valore del contrasto alla violenza di genere – dicono dalla questura -, per questo è promotore di campagne di sensibilizzazione come “Questo non è amore” che si prefigge l’obiettivo di raggiungere un pubblico sempre più ampio riconoscendo la necessità di un cambiamento culturale indispensabile a raggiungere lo scopo di diminuire le vittime e aumentare le denunce».
Complimenti per questa iniziativa che però non deve rimanere sporadica, la tutela di chi non è fisicamente forte o non appartiene a gruppi non può appunto consistere solo nella identificazione e punizione, ma nel far comprendere come la tolleranza, la comprensione e l’inclusione non siano segni di debolezza ma, semmai, di forza ed autostima. I bulli ed i violenti sono degli insicuri, dobbiamo farlo capire affinchè certi comportamenti vengano percepiti come un disvalore. Nell’intanto però rendiamo più sicura la città utilizzando, ad esempio, con le telecamere gestite dall’intelligenza artificiale per individuare tempestivamente episodi da segnale immediatamente alle Forze dell’Ordine onde evitare che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori.
Complimenti per questa iniziativa che però non deve rimanere sporadica, la tutela di chi non è fisicamente forte o non appartiene a gruppi non può appunto consistere solo nella identificazione e punizione, ma nel far comprendere come la tolleranza, la comprensione e l’inclusione non siano segni di debolezza ma, semmai, di forza ed autostima. I bulli ed i violenti sono degli insicuri, dobbiamo farlo capire affinchè certi comportamenti vengano percepiti come un disvalore. Nell’intanto però rendiamo più sicura la città utilizzando, ad esempio, con le telecamere gestite dall’intelligenza artificiale per individuare tempestivamente episodi da segnale immediatamente alle Forze dell’Ordine onde evitare che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori.