
Francesca D’Alessandro (Fdi)
Al via la quinta edizione del progetto “Guardami negli occhi. Scuola libera dalla violenza” promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del comune di Macerata (ente capofila dell’Ambito Territoriale Sociale 15). Il progetto è destinata alle scuole superiori della provincia di Macerata, è stato esteso a numerosi comuni con l’obiettivo di creare dei percorsi di sensibilizzazione all’educazione alla parità di genere, alla legalità, al rispetto integrale della persona e alla cultura della responsabilità personale e relazionale.
«In questi anni abbiamo raggiunto tantissimi studenti che con attività dedicate hanno potuto approfondire, parlare e confrontarsi su una tematica purtroppo sempre attuale e drammatica – ha commentato il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità Francesca D’Alessandro -. Il focus del progetto, il cui modello è stato esportato per questa edizione anche ad altri Comuni della provincia che sono stati coinvolti attivamente e in maniera partecipata, è la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere. La formazione riguarderà la comunità e in particolare i docenti».
Il progetto è realizzato dall’associazione Help Sos Salute e Famiglia Odv, in collaborazione con i soggetti che fanno parte della Rete locale antiviolenza della provincia di Macerata. Sono in fase di avvio i laboratori in alcune classi terze e quarte degli istituti maceratesi. A essere coinvolti sono il liceo Scientifico “Galilei”, l’Iis “Matteo Ricci”, il liceo Classico-Linguistico “Leopardi”, l’Ite “Gentili”, l’Iis “Bramante-Pannaggi”, il liceo Artistico “Cantalamessa”, l’Ipsia “Corridoni”, l’Ipsia di Civitanova e di Corridonia, l’Ipsia “Pocognoni” di Matelica, l’Iis “Costanza Varano – G. Antinori”, i licei Classico e Scientifico di Camerino, l’Ipsia “Renzo Frau” di Sarnano-Tolentino.
Quest’anno il progetto prevede anche una specifica formazione rivolta ai docenti degli Istituti Secondari di Secondo grado, prevista per l’11 ottobre, dal titolo “Coltivare il rispetto: prevenzione della violenza di genere attraverso la scuola”; il momento di confronto si svolgerà dalle 16,30 alle 18,30 all’Iis “Garibaldi” di Macerata e la partecipazione è gratuita (iscrizioni al link: Prenota su Eventbrite).
Protagonista dell’incontro sarà Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e autore di numerosi saggi sull’educazione affettiva, che offrirà una riflessione profonda e concreta su come la scuola possa diventare il luogo privilegiato in cui coltivare relazioni sane, paritarie e rispettose.
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Nella violenza di genere sono ricompresi anche i maltrattamenti in famiglia, secondo l’articolo 572 del nostro Codice Penale.
Esiste la Legge nota come “Codice Rosso”, la parte della Legge che si rende immediatamente attiva, quando viene acclarato, od anche solamente vi è il fondato sospetto di violenze subite dalla parte offesa, (praticamente quasi sempre una donna) che attua misure immediate come il divieto di avvicinamento del sospettato maltrattante, anche con l’applicazione del braccialetto elettronico, l’immediato trasferimento della vittima ( o parte offesa, in linguaggio forense) in una struttura protetta e segreta per donne vittime di violenza.
Per l’attuazione di detti strumenti a difesa della vittima non è necessario che quest’ultima abbia sporto formale denuncia, bensì sono sufficienti le dichiarazioni formalmente rese all’organo di Polizia Giudiziaria.
In questo circolo virtuoso, a protezione della vittima, interviene lo Stato, attraverso le Forze dell’Ordine, il Tribunale ovvero la Procura della Repubblica, la casa di accoglienza, e gli ASSISTENTI SOCIALI del Comune ove si sono verificati i fatti.
Tutti questi soggetti, in sinergia tra loro, hanno il DOVERE di proteggere la vittima e far sì che Giustizia sia fatta. Fanno sì che… o dovrebbero far sì che…. Dovrebbero proteggere la vittima….
Insegnare queste cose ai ragazzi è una iniziativa benemerita e lodevole.
Al contempo però, sostengo che questa iniziativa può rivelarsi completamente inutile.
Completamente ed assolutamente inutile, ribadisco.
Parlo per esperienza personale diretta. Mia madre è persona offesa in un procedimento per maltrattamenti, art. 572 codice penale: nel medesimo procedimento, ancora in corso, anch’io sono persona offesa, medesimo articolo.
Parlo per dati di fatto oggettivi, atti procedurali e documenti ufficiali alla mano, e mi assumo in proprio ogni responsabilità di ciò che sto dicendo.
Lo Stato, attraverso i soggetti sopra menzionati, in sinergia tra loro, hanno il dovere di proteggere la vittima e far sì che Giustizia sia fatta.
NEL MIO CASO È SUCCESSO E STA ANCORA SUCCEDENDO L’ESATTO CONTRARIO. L’ESATTO CONTRARIO.
In una conferenza pubblica tenutasi il 25 novembre 2023 a Montecassiano, avente per titolo “Violenza di genere, Diamo Voce al silenzio”, presenti come relatori anche le Autorità, sono intervenuto parlando ampiamente e leggendo in pubblico gli Atti del mio caso.
Ho oltremodo inviato al Viminale un fascicolo di oltre cento pagine nel quale ho narrato in dettaglio, con atti e documenti allegati, tutti i fatti di questo caso, con dettaglio dei comportamenti di ogni organo dello Stato, come sopra identificati, nessuno escluso.
In tutti e due i casi, non ho ricevuto nessuna denuncia a mio carico, e sono passati ben più dei 90 giorni consentiti per presentare una denuncia penale.
Anche per questo motivo mi ritengo libero di ulteriormente dichiarare qui che questa iniziativa sia completamente ed assolutamente inutile.
Se poi di fatto, ribadisco, ciò che accade nella realtà è l’esatto contrario.
Non proteggono la vittima, fanno l’esatto contrario.
Per esperienza personale diretta e documentata, consiglio a chiunque di stare lontani DAGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL COMUNE DI MACERATA.
Per chi volesse maggiori informazioni, può contattarmi alla mia mail : stefanoprenna1@gmail.com.
P.S. Per la redazione di CM : Non so se vi è possibile inserire l ultima frase con la mia mail : gradirei, se possibile, fosse fatto.