
Momenti da Borgofuturo
Un festival che ha resistito alla marginalità, al tempo e ai tagli, e che oggi festeggia dieci edizioni rilanciando la sua sfida più grande: pensare il futuro delle aree interne come atto poetico, ma anche profondamente politico. È tornato Borgofuturo, la manifestazione biennale che fino a sabato 6 animerà la Val di Fiastra — da Colmurano a Ripe San Ginesio, passando per Sant’Angelo in Pontano e Loro Piceno — con un programma che è insieme riflessione collettiva, festa e resistenza culturale.

“Aldilà” è il titolo dell’edizione 2025: una parola che evoca orizzonti e frontiere da superare, perfetta sintesi del lavoro di Borgofuturo in questi quindici anni. In un’Italia che, secondo il nuovo Piano strategico nazionale per le aree interne, considera ormai “irreversibile” lo spopolamento di certi territori, il festival risponde con la vitalità di chi in quei luoghi ci vive, ci torna, li trasforma. Cultura, ecologia, socialità: non solo parole chiave, ma strumenti di riappropriazione territoriale, politica e affettiva.

Il festival si è aperto domenica a Colmurano, con una giornata dedicata a Margherita Salvucci e un evento collettivo tra cammino, letture e musica sul Monte de lu Seru. Fino a giovedì 3, il testimone passa a Sant’Angelo in Pontano, con l’ottava edizione del Social camp, laboratorio di formazione orizzontale di Borgofuturo, per un’edizione a tema “Stormi – futuri che iniziano dai margini”. Il laboratorio si conclude giovedì con un evento pubblico musicale. In programma il concerto di Davide Ambrogio, le sonorità globali di Magui + Traqueen e il dj set tropicale di Lavalamp.

Venerdì 4 il festival arriva a Loro Piceno, tra laboratori, una talk che si interroga sul futuro possibile ed auspicabile con la sociologa Cristina Zavaroni e il filosofo Paolo Godani, lo spettacolo I Ritornanti di Jonathan Zenti e una serata musicale di sperimentazione con Alessandro “Asso” Stefana, Laura Agnusdei, Bluem e Catu Diosis. Nel fine settimana del 5-6 il programma si sposta a Ripe San Ginesio, con due giornate dense di spettacoli, concerti, laboratori e incontri pubblici. Tra gli ospiti: Stefano Mancuso e Giovanni Storti, impegnato anche in un dibattito pomeridiano con attivisti di Greenpeace.

Il ciclo di incontri “Le parole di Borgofuturo” vedrà inoltre la partecipazione della giornalista Sarah Gainsforth, del ricercatore Maurizio Dematteis e del progetto Tornanza, per una riflessione condivisa sul senso dei ‘borghi’ oggi. A seguire, una tavola rotonda sui cammini nelle Marche coinvolgerà promotori dell’Anello della Val di Fiastra, del Cammino francescano della Marca, dei Forti, dei Cappuccini, delle Terre mutate e del Grande anello dei Sibillini.

Le performance musicali si articolano tra i concerti serali all’arena La Cava – con The Heliocentrics, Romare e Neoprimitivi – e le esibizioni diffuse nel borgo durante il giorno, tra cui C+C=Maxigross, Emanuele Colandrea e il live acustico di Tipografia sonora ispirato all’opera di Mario Giacomelli. Spazio anche a installazioni e laboratori con il maestro ceramista giapponese Shozo Michikawa e il collettivo Guerrilla Spam, oltre a giochi in piazza e attività per bambini, in un intreccio continuo tra arte, territorio e comunità.



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