Macerata ha la sua carta archeologica:
1.700 siti da conoscere e tutelare

MAPPA - Pubblicato dalle edizioni Eum di Unimc, il volume sarà presentato martedì 18 a Matelica, nella sala conferenze di palazzo Ottoni

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Roberto-Perna

Roberto Perna

In un unico volume, un patrimonio di oltre 1.700 siti archeologici catalogati, informatizzati e georeferenziati: è questo il risultato, concreto e consultabile, della “Carta archeologica della provincia di Macerata (Cam-M)”, l’opera che verrà presentata martedì 18 alle 17 a Matelica, nella sala conferenze “M. Boldrini” di palazzo Ottoni. Pubblicato dalle edizioni Eum dell’Università di Macerata, è il frutto di un lavoro pluridecennale che ha coinvolto istituzioni accademiche, enti locali e organi ministeriali. Il volume è curato da Roberto Perna, docente di Archeologia classica all’Università di Macerata e coordinatore del corso magistrale in Archeologia e sviluppo dei territori, da Stefano Finocchi, funzionario archeologo della Soprintendenza per le province di Ancona e Pesaro-Urbino, e da Chiara Capponi, archeologa professionista esperta in catalogazione e gestione dei dati. Alla presentazione interverranno, oltre ai curatori, il sindaco di Matelica Denis Cingolani, il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, il soprintendente Giovanni Issini, la direttrice delle edizioni Eum Simona Antolini insieme a Enrico Giorgi, docente di Topografia antica all’Università di Bologna.

La pubblicazione segna la conclusione del progetto Cam nella provincia di Macerata, avviato nel 1999 dalla Regione Marche in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici, e portato a termine grazie all’impegno congiunto dell’Università di Macerata, della Provincia di Macerata e dell’Associazione museale della Provincia di Macerata. Realizzato nel rispetto degli standard dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione del Ministero della Cultura, il progetto Cam-M mette a disposizione un data set accessibile in formato digitale presso gli uffici periferici del Ministero della Cultura e la Regione Marche. Il volume, ora disponibile anche in open access (a questo indirizzo), si articola in tre sezioni: una serie di sintesi storico-archeologiche suddivise per fasi cronologiche, dalle origini preistoriche al tardoantico; un corpus di schede dei singoli siti, organizzate su base comunale; e infine le tavole cartografiche con la localizzazione dei ritrovamenti. La Cam-M non è solo uno strumento di ricerca, ma un supporto concreto alla pianificazione territoriale, in linea con i principi della Convenzione di Malta, che promuove l’integrazione tra tutela archeologica e sviluppo. Il lavoro compiuto dall’Ateneo maceratese testimonia la capacità della ricerca universitaria di incidere direttamente sui processi di gestione del territorio, superando la tradizionale separazione tra ricerca accademica e applicazione pratica. Questa sinergia trova piena espressione anche nel corso di laurea magistrale in Archeologia e sviluppo dei territori, recentemente attivato a UniMc, che forma professionisti in grado di coniugare competenze archeologiche avanzate con la capacità di dialogare con amministratori, urbanisti e pianificatori.



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