Negozi in crisi, -25% in dodici anni.
Stipendi ancora in affanno.
Occhio dalla sballo tra i giovanissimi

LA PANORAMICA - Allarme per i reati legati ai minorenni. Economia: la riduzione del costo del denaro rilancia l'immobiliare. Il calo di natalità preoccupa

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Ugo Bellesi

di Ugo Bellesi

Provoca sempre un grande sconcerto ma soprattutto molto dolore il moltiplicarsi dei delitti compiuti in Italia da minorenni in danno di loro coetanee. Anche se non ne siamo direttamente coinvolti noi marchigiani sono sempre episodi raccapriccianti, ingiustificabili e assurdi che ci fanno riflettere sul perché e in che modo questi ragazzini possano perdere all’improvviso il lume della ragione e spingersi a compiere delitti così mostruosi.

Gli omicidi commessi da minorenni in Italia si sono moltiplicati passando dal 4% (cioè 14) nel 2023 all’11,8% (cioè 35) nel 2024. Le vittime minorenni sono salite dal 4% al 7%. Il bullismo, il clima di violenza, il legame continuo con i social, il malessere, la frequenza con la droga non possono giustificare tanti delitti assurdi. E’ come agire senza pensare alle conseguenze. Nella nostra provincia anche se non si sono verificati episodi così raccapriccianti, compiuti da minorenni; tuttavia, va ricordato che in almeno 12 casi nel 2024 i nostri carabinieri sono comunque dovuti intervenire in occasione di aggressioni, risse e tentati omicidi.

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Gianni Giuli, direttore del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Ast di Macerata

Il direttore del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Ast di Macerata Giovanni Giuli, più volte, ha raccomandato a noi adulti: «Stiamo attenti ai ragazzi, lo sballo inizia a 14 anni». Secondo la sua esperienza il fentanyl è raro incontrarlo, ma accanto a eroina, cocaina e ai cannabinoidi («che non sono affatto droghe leggere») il mercato offre una disponibilità di sostanze psicoattive in cui c’è di tutto. Ne sono state sintetizzate 4mila negli ultimi due anni. Quindi si inizia con la dipendenza dall’alcool per avere poi il primo consumo della cannabis tra 14 e 15 anni, già sperimentata però tra le elementari e la prima media. Di conseguenza si registra un aumento di coloro che si rivolgono al Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Macerata, i quali nel 2024 sono aumentati del 14%. Ben altre sono le cifre di Roma: alla neuropsichiatria del “Bambin Gesù” arrivano 150 ragazzini all’anno. Dal 2022 sono 2mila i minorenni assistiti.

Notizie più confortanti ci vengono dalla finanza. Infatti il calo dei tassi di interesse, verificatosi fin dal 2024 grazie ai tagli della Bce, e le sette riduzioni del costo del denaro hanno rilanciato i finanziamenti per l’acquisto delle case. C’è stato quindi un rilancio dei mutui a tasso variabile (infatti il tasso annuo medio è diminuito di oltre un punto percentuale). Ma i mutui a tasso fisso restano sempre i più convenienti. Il risparmio del fisso è di quasi 15mila euro sull’intera durata del mutuo. La durata media dei finanziamenti è arrivata ad una media di 24 anni e otto mesi, mentre sono rimasti stabili (rispetto allo scorso anno) l’importo medio richiesto (244.519). Parlando di mutui e di banche non si può fare a meno di accennare alla necessità, per gli istituti bancari, di dotarsi dell’intelligenza artificiale. Infatti grazie all’Ia le banche possono offrire servizi più veloci, sicuri e personalizzati. Può anche suggerire investimenti e prodotti bancari “personalizzati” perché basati su comportamenti e preferenze degli utenti. Non solo ma anche i clienti digitali, che usano normalmente app e canali online, possono beneficiare direttamente dell’Ia. Invece per l’utente che preferisce la filiale l’intelligenza artificiale interviene aiutando il consulente della banca a capire le esigenze del cliente. In Italia circa il 90% delle banche ha già avviato progetti che usano l’Ia generativa, capace di creare testi, interpretare documenti, analizzare informazioni complesse. Ma le banche debbono avere personale molto preparato.

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Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio

Secondo l’indagine trimestrale del Centro studi di Confindustria Marche i primi mesi del 2025 hanno fatto registrare una leggera flessione dell’attività produttiva regionale (-1,2%). Si è però verificata la crescita dell’attività commerciale con l’estero registrando un +1,5% rispetto al 2024. Infatti c’è una ripresa della meccanica, del legno e del mobile (+4,7%). L’industria alimentare ha fatto segnalare una crescita della produzione pari allo 0,9%. Ancora in difficoltà sono la moda, la gomma e la plastica mentre ci sono segnali di ripresa per il settore manifatturiero nel corso del 2025.

Purtroppo continua invece la crisi dei negozi. L’Ufficio studi di Confcommercio (in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne) ha confermato che tra il 2012 e il 2024 a Macerata gli esercizi al dettaglio sono diminuiti del 25,6%. E’ come se avesse chiuso un negozio su quattro. Non hanno fatto meglio Ancona (-34,7%), Pesaro (-32,4%), Ascoli (-30%). Nelle Marche le iscrizioni all’albo camerale nel 2024 sono state 7.588 mentre le cancellazioni sono salite a 7.836. Il direttore di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco, sostiene che i commercianti debbono puntare sull’innovazione mentre i Comuni dovrebbero riqualificare i centri storici anzichè favorire le aree distanti dalla città e i grandi centri commerciali. Per non parlare del fatto che spesso gli acquirenti preferiscono fare gli acquisti mediante internet anziché frequentare i negozi.

Ma il problema più grave del nostro secolo è costituito dalla denatalità. Secondo l’Istat nel 2024 in Italia sono nati 370mila bambini mentre le persone morte sono state 651.000. Dal 2019 ad oggi abbiamo perso un milione di abitanti. Eravamo 59,7 milioni, oggi 58,9. Il 24,7% della popolazione ha almeno 65 anni e tante di queste persone hanno raggiunto e superato gli 80 anni. Esse sono esattamente 4.591.000.

E’ positivo che le retribuzioni contrattuali abbiano recuperato parte di quanto perso a causa dell’inflazione ma risultano ancora inferiori del 10,4% rispetto a quelle del 2019. Un quarto della popolazione (cioè il 23,1%) è a rischio povertà. Nel Sud tale percentuale raggiunge il 39,8% e quindi 4 persone su 10 si trova in pieno disagio economico. Appare pertanto evidente che il calo delle nascite è determinato dalla riduzione dei redditi. Oltre il 60% dei figli lascia la famiglia dopo i 34 anni. Rispetto al passato si studia di più e si entra nel mondo del lavoro più tardi. Nel 2024 un italiano su 10 (cioè il 9,9%) ha rinunciato a visite mediche o esami specialistici.

Altro fenomeno preoccupante è l’emigrazione di italiani verso l’estero. In 10 anni l’Italia ha perso 10mila laureati. Tra questi soprattutto medici e infermieri. Tra il 2019 e il 2024 i disoccupati sono diminuiti del 40% e le persone impegnate nel lavoro sono salite a 24 milioni. Purtroppo mentre il lavoro aumenta, la produttività diminuisce. Significa che l’occupazione creata non è di grossa qualità. Infatti scarseggia la manodopera qualificata e specializzata. C’è molto lavoro nelle costruzioni, nel commercio e nel turismo ma scarseggia nell’industria dove retribuzioni e tutele sono migliori.

L’Inail ha registrato che nel 2024 sono diminuite del 7% le denunce di infortuni nell’edilizia. E questo è confortante dal momento che nell’area del cratere sono attivi quasi novemila cantieri. Non altrettanto può dirsi negli altri settori produttivi. Nei primi tre mesi di questo 2025 si è registrato un +13% di infortuni sul lavoro. L’Inail ha segnalato che nel 2024 nelle Marche ci sono stati 16.670 infortuni, in calo dell’1,4% rispetto al 2023. I casi mortali sono risultati 22 (nel 2023 erano stati 28). Nel 2024 si sono verificate 7.725 denunce di malattie professionali che risultavano aumentate del 14,1% rispetto al 2023. A Macerata c’erano stati 473 infortuni nel gennaio-febbraio 2024 ma sono saliti a 536 nello stesso periodo del 2025 con un incremento del 13,3%. Le denunce di malattie professionali a Macerata sono state 2.064 nel 2023 ma sono salite a 2.388 nel 2024. Gli infortuni mortali sono stati 4 sia nel 2023 che nel 2024.



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