
L’inaugurazione dell’Appennino Foto Festival
In una piazza dove la rinascita è ben visibile nei cantieri della ricostruzione e i cui scorci mozzafiato ricordano il valore e la bellezza dei luoghi dell’Appennino, ha preso ufficialmente il via il Foto Festival che nel nome custodisce e valorizza proprio questa catena montuosa. Piazzale Corte di Cessapalombo, uno dei cinque Comuni che ospitano la rassegna (gli altri sono Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo e Serrapetrona), ha fatto da sfondo ieri all’inaugurazione dell’Appennino Foto Festival e all’incontro dal titolo “Cedi la strada agli alberi” con il poeta e paesologo Franco Arminio.

Il presidente di PH3 Marco Gratani (al centro) e il direttore artistico Stefano Ciocchetti
Un avvio che segna l’inizio di un’edizione speciale, in cui il festival si spoglia del sottotitolo “Luce della rinascita” che lo ha accompagnato sin dal 2019 e si concentra quest’anno sul tema “Fragilità – La bellezza dell’effimero” dando avvio a una organizzazione che ogni anno vedrà la scelta di un tema diverso. A illustrare il programma e l’evoluzione del festival, tra punti fermi e novità, i rappresentanti dell’associazione PH3: dal presidente Marco Gratani, ai componenti presenti Silvia Bureca, Antonio Cristofanelli Broglio, Giuseppe Del Balzo Ruiti e Luca Tambella e il direttore artistico Stefano Ciocchetti. «A proposito di punti fermi – le parole di Gratani – vogliamo ricordare chi non c’è più fisicamente ma è sempre con noi: Lorenzo Lambertucci. Sentiamo ogni giorno la sua forza: ogni idea e ogni progetto che nasce nel nostro gruppo è con lui e per lui». Poi il presidente ha evidenziato come il 2025 sia l’anno della crescita e del cambiamento per il festival: «Una nuova veste grafica e un calendario estivo che resterà sì il momento centrale, ma con un viaggio che continuerà anche nei mesi successivi, con appuntamenti pensati per approfondire, ispirare e coinvolgere, dentro e fuori dal territorio tutto l’anno, sono solo alcune delle novità che interessano questa edizione».

Un momento dell’evento di ieri a Cessapalombo
Gli ha fatto eco Ciocchetti nell’approfondire i motivi della scelta del tema della fragilità: «Aver lasciato la “Luce della rinascita” – ha detto – vuole essere anche un gesto scaramantico che possa spingerci a guardare oltre le difficoltà su cui invece volevamo accendere i riflettori dopo il sisma. Questo non significa che tutto sia passato, ma che è bene riflettere su ciò che abbiamo intorno oggi. Perché viviamo in un’epoca in cui tutto sembra dover essere forte, veloce, competitivo. E invece noi abbiamo scelto di fermarci, di ascoltare, di guardare da vicino ciò che rischia di rompersi, di scomparire. La natura, il paesaggio, i piccoli borghi, le relazioni umane, la memoria, la biodiversità. Tutti elementi tanto preziosi quanto vulnerabili. Il cambio di passo – ha aggiunto – si inserisce poi anche nel percorso di crescita legato alla futura Scuola di fotografia che sorgerà a Belforte del Chienti ma che coinvolgerà tutti i cinque Comuni del festival». E in occasione del festival, fino al 13 luglio, il capoluogo di Belforte del Chienti si è illuminato di rosa proprio per sostenere e promuovere l’iniziativa.

Il capoluogo di Belforte del Chienti illuminato di rosa per il festival
Presenti ieri, tra gli altri, i sindaci e i rappresentanti dei paesi che ospitano la rassegna, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, il presidente dell’Unione Montana, Giampiero Feliciotti, il coordinatore della Fiaf Marche, Davide Marrollo e la presidente dell’associazione I Nuovi Amici di Macerata, Barbara Bacaloni, che da quest’anno si inserisce nel calendario degli eventi Aff. Il primo cittadino di Cessapalombo, Giuseppina Feliciotti, parlando a nome di tutti i colleghi ha ringraziato «l’associazione PH3 che dal 2019 si impegna per mettere in risalto la bellezza di questi territori. Luoghi – ha detto – in cui ogni giorno dobbiamo lottare per mantenere i servizi essenziali, affinché i residenti decidano di restare e le giovani famiglie li scelgano come posti dove vivere».

Il direttore artistico Stefano Ciocchetti intervista Franco Arminio
Poi spazio al calendario – rivolto non solo ad appassionati di fotografia, ma con uno sguardo completo sul mondo della natura e dell’ambiente – di cui sono stati evidenziati gli appuntamenti di spicco: dal laboratorio errante di fotografia e scrittura creativa di Emiliano Cribari a Villa di Montalto di Cessapalombo il 2 luglio alle 9 all’incontro con il docente Unimc, Augusto Ciuffetti che presenterà il suo libro “Un tempo, un tempo c’era un paese” il 3 luglio alle 18 a Camporotondo di Fiastrone. Il 4 luglio alle 21 arriverà, sempre a Camporotondo di Fiastrone, il fotografo Javier Camacho Gimeno per la presentazione “Mountain Dreams: una vita tra le montagne” e il giovane ornitologo e divulgatore Francesco Barberini sarà il protagonista della conferenza “L’era dei dinosauri è adesso” in programma alle 21 di domenica 6 luglio in piazza Santa Maria a Serrapetrona. La crisi climatica sarà al centro dell’incontro con il climatologo Luca Mercalli in piazza Umberto I a Belforte del Chienti il 10 luglio. Come di consuetudine, al teatro comunale di Caldarola, il 5 luglio, si terranno anche le premiazioni del concorso internazionale di fotografia naturalistica Asferico e il giorno seguente i lavori dei partecipanti saranno esposti al palazzetto dello sport di Belforte del Chienti.

Franco Arminio
Il poeta e paesologo Franco Arminio è stato il grande protagonista dell’emozionante pomeriggio del festival: leggendo i versi tratti dalle sue raccolte ha colto l’occasione per parlare delle sue origini irpine – altro territorio colpito dal sisma -, dell’importanza di credere in progetti culturali concreti che abbiano la forza per ricucire non solo le crepe del terremoto, ma anche le ferite che questo lascia nelle comunità «perché – ha detto – le scosse non distruggono solo le case, ma anche i paesi. E ricostruire i paesi è difficile». Poi l’invito – tra messaggi intensi e tanta ironia – a «essere fieri di vivere in questi luoghi. Non dite mai “Vengo da un paesino”». Poi ancora l’importanza della cultura: «Ogni giorno, prima di pranzare o cenare, leggete una poesia per augurarvi buon appetito». Così, insieme al pubblico, ha ricordato alcuni versi di composizioni note, dimostrando quanto la cultura e la bellezza, in luoghi così meravigliosi, possano essere salvifiche per l’anima.
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