Malore alla guida della moto:
salvato da due infermiere

SAN SEVERINO - L'uomo, un 50enne, questa mattina è caduto a terra davanti alla casa di riposo. Due dipendenti di Coos Marche sono intervenute e hanno usato il defibrillatore

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Casa-riposo-san-severinoSi sente male mentre è alla guida di una moto: cinquantenne salvato da due infermiere della casa di riposo di San Severino, Celeste Giganti e Chiara Vagni, dipendenti della cooperativa Coos Marche.

Le due professioniste sono intervenute questa mattina intorno alle 10,30 salvando l’uomo colto da malore mentre era alla guida della sua moto in viale Eustachio.

Il motociclista è caduto rovinosamente a terra proprio davanti alla struttura per anziani. La direttrice della casa di riposo, Laura Taccari, che si trovava all’esterno con alcuni ospiti, si è immediatamente accorta della gravità della situazione e ha allertato le due infermiere che stavano effettuando terapie all’interno della struttura.

Le due professioniste, perfettamente formate dal punto di vista sanitario, hanno preso il borsone con il defibrillatore e sono accorse sul posto. Seguendo i protocolli di emergenza, hanno dovuto utilizzare per tre volte il defibrillatore per rianimare l’uomo, applicando le tecniche di primo soccorso in attesa dell’arrivo del 118. L’intervento è stato determinante: il motociclista è stato successivamente soccorso regolarmente dall’ambulanza e trasportato in ospedale, dove le sue condizioni si sono stabilizzate.

È stato un momento di grande tensione, ma la preparazione del personale sanitario presente ha fatto la differenza. Le due infermiere hanno agito con freddezza e competenza, mettendo in pratica tutto quello che hanno imparato durante la formazione.

L’episodio sottolinea l’importanza di avere defibrillatori sul territorio e di personale formato al loro utilizzo. Un incidente che poteva avere esiti fatali si è trasformato in un’occasione per ribadire quanto sia fondamentale avere città cardioprotette, dotate di dispositivi salvavita e cittadini preparati ad utilizzarli.

La casa di riposo di San Severino, come molte strutture sanitarie delle Marche, è infatti dotata di defibrillatore e il personale viene regolarmente formato sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare. Una preparazione che oggi si è rivelata provvidenziale per salvare una vita umana.



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