
Pierfrancesco Castigliuoni, Massimo Belvederesi ed Elena Leonardi durante l’incontro di ieri
di Luca Patrassi
Pierfrancesco Castiglioni resta alla guida del circolo maceratese di Fratelli d’Italia: ieri sera si è svolto, negli spazi della sede estiva della Filarmonica, il congresso cittadino partecipato da un centinaio di persone. Tra i presenti ovviamente gli iscritti, simpatizzanti e delegazioni degli altri partiti del centrodestra. Al tavolo della presidenza la senatrice e coordinatrice regionale di Fdi Elena Leonardi, il coordinatore cittadino Pierfrancesco Castiglioni e il segretario provinciale Massimo Belvederesi, fresco reduce dal casting per la lista meloniana alle prossime regionali.
A proposito di casting sono apparse sorridenti la vicesindaco di Macerata Francesca D’Alessandro e l’ex vicesindaca di Tolentino Silvia Luconi, in prima fila il consigliere regionale Pierpaolo Borroni che, quanto al casting, aveva commentato: «No comment» .

L’intervento del sindaco Sandro Parcaroli
Il primo intervento, su invito di Leonardi, è stato quello del sindaco di Macerata Sandro Parcaroli che ha arringato la folla con una terminologia cara alla destra: «Dobbiamo vincere» ha detto il primo cittadino richiamando, magari involontariamente, uno slogan di qualche ventennio fa. Parcaroli ha aggiunto che bisogna restare uniti per bloccare i tentativi della sinistra di tornare al governo: «Lasciamoli a casa».

Poi la relazione di Castiglioni che ha ricordato i suoi trenta anni di attività politica, sempre con la stessa casacca. Il coordinatore di Fdi ha evidenziato la crescita del consenso elettorale del partito in città dove è passato da 4% del 2015 al 30% delle scorse Europee: «Un successo – ha detto Castiglioni – figlio di una storia politica che affonda le sue radici nel profondo dell’identità nazionale, coltivato grazie alla passione e al sacrificio dei suoi simpatizzanti, militanti e dirigenti».

Castiglioni ha ricordato i prossimi impegni elettorali, ad autunno in Regione e nel capoluogo la prossima primavera, sottolineando l’esigenza di «impegnarsi al massimo al fianco del sindaco Parcaroli». Uno sguardo rivolto al partito e agli iscritti con l’annuncio di momenti di incontro più frequenti e un occhio anche agli alleati del centrodestra: «La domanda che dobbiamo porci – ha aggiunto Castiglioni – è se preferiamo vincere insieme alle forze di centrodestra, e magari avere un assessore in meno come Fratelli d’Italia in funzione di un giusto equilibrio di coalizione, piuttosto che portare avanti una linea autonomista del partito, andare da soli e far vincere le sinistre».

Un attimo di smarrimento negli occhi degli assessori comunali meloniani D’Alessandro e Renna ma è apparso subito evidente che Castiglioni si riferiva genericamente al futuro. Infine l’invito a simpatizzanti e iscritti alla partecipazione per stimolare «il movimentismo che deve caratterizzare un partito tradizionalmente militante che non si limiterà al mero sostegno di chi governa la città ma dovrà dimostrare la propria capacità di mobilitazione e di protagonismo politico».
Applausi alla relazione del segretario uscente e rientrante: diversi gli interventi e tra questi quelli di Leonardi, Borroni, Livi, D’Alessandro e Renna. L’assemblea ha rinnovato la fiducia a Piefrancesco Castiglioni ed eletto il nuovo direttivo: ne fanno parte Andrea Blarasin, Marco Bravi, Lorella Benedetti, Paolo Virgili, Romina Leombruni e Claudio Gigli.

PARCAROLI, LA tua amministrazione a FALLITO in tutto,,
Dino Tartabini Può darsi che sia vero. Lei, in compenso, ha fallito con la acca.
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Ahhhh!!!Il bello della democrazia…
Voglio sperare in un raro refuso dell’ottimo cronista: il prof. Castiglioni non può aver detto 30 anni con la stessa casacca visto che 30 anni FdI non esisteva e non è erede dello MSI. O no? Comunque rispetto l’idea e la coerenza nonché i valori, peccato che poi nell’amministrare le differenze con le precedenti Giunte non sono sembrate né rilevanti né qualificanti.
Alcuni personaggi che hanno squalificato politicamente la destra locale! Condivido il commento di Bora, aggiungo che l’inacapacità amministrativa ha rianimato un centro sinistra che è politicamente insignificante come idee, proposte e come opposizione