Si aprono le porte dell’ex Capam:
sopralluogo nel regno delle erbacce.
«Iniziamo la pulizia dell’area»

MACERATA - L'assessore Paolo Renna è entrato con la polizia locale. «Finalmente siamo riusciti a varcare il cancello. Ci attende un lavoro lungo. La prima fase sarà togliere questo verde infestante. Poi Arpam e Asur verificheranno le condizioni igienico-sanitarie ed ambientali del sito. Il nostro sogno sarebbe quello di realizzare un grande parcheggio a servizio della rinnovata stazione ferroviaria di Sforzacosta»

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L’assessore Paolo Renna nell’area ex Capam

di Mauro Giustozzi

Sono le 9,15 di questa mattina quando si spalancano i cancelli arrugginiti dell’ex Capam a Sforzacosta per dare il via alla bonifica della vegetazione, foltissima in alcuni punti inestricabile, che ha avvolto da decenni questo luogo abbandonato ricettacolo di sporcizia, rifugio perfetto per ratti e bisce, nonché insetti, zanzare e volatili di ogni genere. I vecchi capannoni sono stati avvolti dalla vegetazione, qua e là sporcizia con contenitori abbandonati, legni divelti e rifiuti che invitano alla prudenza nell’avventurarsi dentro al sito.

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Perfino la barra di ingresso prima del portone che si apre sull’ex Capam è bloccata, in quanto i meccanismi sono arrugginiti. Dal 2008 questa area di 4300 metri quadrati non ha più vita, da quando la Capam è finita in un percorso giudiziario che l’ha portata ad avere sì ancora una proprietà ma pure un custode giudiziale che stamattina era presente con le chiavi per aprire i cancelli della ditta che un tempo si occupava di commercio all’ingrosso di lubrificanti, carburanti e oli esausti, abbandonata e divenuta una bomba ecologica a cielo aperto incastonata tra alcune abitazioni private e la stazione ferroviaria di Sforzacosta.

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Ad anticipare l’arrivo della ditta Palmieri Alfredo di Recanati, incaricata di bonificare la vegetazione, oltre all’assessore alla Sicurezza e Decoro, Paolo Renna, c’erano Federica Costantini dell’Ufficio Ambiente comunale, Fiorenzo Fiorani vice comandante della Polizia locale, Silvio Domizi ispettore capo sezione Ambiente della Polizia locale e Paola Pippa consigliere comunale residente nel quartiere. «Finalmente siamo riusciti a varcare il cancello della ex Capam ed iniziamo la pulizia dell’area – ha detto l’assessore Paolo Renna – sarà un lavoro lungo ma è quello che la cittadinanza ci chiedeva da tempo e, superate mille difficoltà burocratiche, si parte con l’amministrazione che mantiene l’impegno che aveva preso con i residenti per dare  decoro a questa area. Questa situazione va avanti dal 2008: tutti si sono girati dall’altra parte facendo finta che non esistesse questa problematica, non questa amministrazione che ha agito concretamente per porre rimedio ad una situazione insostenibile per Sforzacosta e la città. Non è stato facile ricostruire tutto l’iter che aveva portato a questa situazione, in quanto c’è di mezzo una proprietà, un custode giudiziale del tribunale. Però ci siamo: adesso ripristiniamo un minimo di pulizia e decoro, chi abita qui attaccato a questo sito non è un cittadino di serie B ma sono come tutti gli altri. Cerchiamo di farli stare il meglio possibile, soprattutto adesso che arriva il caldo e che quindi la proliferazione di animali, insetti, aumenterebbe causa la folta e selvaggia vegetazione esistente all’interno del sito».

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L’intervento, il cui costo oscilla tra i 30-35 mila euro, sarà a spese direttamente del Comune, visto che dalla proprietà della Capam non sono giunti segnali di vita, nonostante le ripetute sollecitazioni ed ordinanze emanate dal sindaco Parcaroli. Dunque l’amministrazione comunale prenderà in carico i costi per effettuare l’intervento per poi rivalersi sui proprietari per il recupero delle somme che saranno necessarie a ripulire tutta l’area per liberarla dalla vegetazione.

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«La prima fase è togliere questo verde infestante che è pericoloso, siamo anche vicino alla ferrovia, arriva l’estate, il caldo, la siccità potrebbe causare anche incendi ed è quindi una questione di sicurezza per chi abita qui e pure per la ferrovia che transita accanto all’ex Capam. – ha sottolineato sempre Renna – La fase successiva vedrà scendere in campo Arpam e Asur per verificare le condizioni igienico-sanitarie ed ambientali del sito, delle cisterne presenti sia in superficie che nel sottosuolo ed in base alle risultanze verranno prese le misure necessarie. Per quanto riguarda il futuro di quest’area, che è privata, questo intervento del Comune supplisce alla mancanza di manutenzione della proprietà, il nostro sogno sarebbe quello di demolire tutto ed utilizzare questi spazi per realizzare un grande parcheggio a servizio della rinnovata stazione ferroviaria di Sforzacosta. Sarebbe strategico per il territorio e per tutta la tratta ferrata: vediamo se le Ferrovie dello Stato hanno questa intenzione, ci sono dei colloqui in merito, però è tutto ancora prematuro.

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La posizione dell’ex Capam alle spalle della stazione dei treni sarebbe l’ideale per collegare tutta la zona restituendola ad una fruibilità completa della collettività. Intanto il Comune è all’opera per ripristinare le condizioni minime igienico sanitarie e di decoro urbano, poi cercheremo di mantenerla in maniera più dignitosa rispetto agli ultimi venti anni». Per ora è iniziata l’operazione bonifica del verde nel sito che aveva provocato nel corso degli anni le proteste dei residenti che abitano accanto all’area e in generale di tutta la frazione di Sforzacosta. 

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