
Marco Di Stefano con il suo cast
Un titolo semplice, essenziale: “Concerto”. Ma dietro questa parola si cela molto più di una performance musicale. È il nuovo spettacolo di Marco Di Stefano, artista poliedrico che si definisce “cantattore”, ovvero interprete di un teatro che fonde canto, parola, corpo e anima. Uno spettacolo scritto e interpretato da lui stesso, con la regia dell’eccellente Tanya Khabarova e la colonna sonora eseguita dal Maestro di fisarmonica Massimo Signorini. Sarà in scena martedì 3 giugno alle 21,30 al teatro Villa Potenza di Macerata.

Concerto è un recital sincero e appassionato, un incontro diretto e autentico con il pubblico. La ricerca di Di Stefano si concentra sul rapporto vivo e vibrante tra palco e platea, in un continuo scambio emotivo. Non c’è artificio, solo il desiderio di condividere un viaggio fatto di musica e parole, di ironia e poesia, dove la leggerezza si alterna alla profondità con disarmante naturalezza. Il risultato è uno spettacolo originale, nella forma e nel contenuto, dove musica e teatro si intrecciano con la fisicità di un artista che ha attraversato i linguaggi più diversi: dal teatro sperimentale internazionale al mimo, dal clown teatrale al cinema e alla televisione, in cui è stato interprete in numerose produzioni.

Ma “Concerto” è anche l’ultima tappa di un percorso umano e artistico più ampio, nato e cresciuto all’interno del progetto “Teatro della Comunità” che Di Stefano porta avanti da anni insieme a Tanya Khabarova. Un’esperienza unica, con oltre 111 produzioni realizzate in 20 paesi del mondo, che ha visto salire sul palco centinaia di cittadini comuni, trasformati in protagonisti di performance collettive. Il cuore del progetto è l’integrazione attraverso il teatro, rivolto anche a persone con fragilità fisiche, psichiche o sociali, in un linguaggio universale capace di unire e trasformare. “Concerto”, della durata di 75 minuti, è disponibile per teatri e spazi all’aperto, con esigenze tecniche minime, proprio per privilegiare l’accessibilità e la forza dell’incontro tra artista e spettatore. È uno spettacolo che vive del presente, che si costruisce nello sguardo e nell’ascolto reciproco, in quel momento magico che è l’essenza stessa del teatro.
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