Operaio al lavoro sulla pressa
perde l’avambraccio: azienda nei guai

SAN SEVERINO - La procura aveva chiesto l'archiviazione e c'è stata l'opposizione del legale del dipendente. Oggi il gip del tribunale di Macerata ha disposto la formulazione del capo d'imputazione

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tribunale-macerata-2-325x244di Alessandro Luzi

Perde l’avambraccio dopo l’incidente mentre lavorava ad una pressa. Oggi il caso è finito davanti al gip Daniela Bellesi del tribunale di Macerata. Il giudice ha disposto di formulare il capo d’imputazione nei confronti dell’azienda in cui l’uomo lavorava. La procura aveva chiesto l’archiviazione del caso.

L’incidente era avvenuto il 31 luglio scorso alla Sios di San Severino. Erano circa le 15 quando l’operaio, un 52enne settempedano, stava cambiando una fustella che taglia il cartone quando il macchinario gli ha schiacciato l’avambraccio. Sul posto erano subito arrivati 118 e ispettori dello Spsal, il Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ast.

Le condizioni dell’uomo, e in particolare dell’avambraccio coinvolto nell’incidente, erano apparse subito critiche. L’uomo era stato trasferito all’ospedale Torrette, dove ha subito tre interventi chirurgici, tra cui l’amputazione dell’avambraccio.

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L’avvocato Valentina Romagnoli

La procura, all’esito delle indagini, aveva ritenuto che non vi fossero responsabilità dell’azienda e aveva chiesto l’archiviazione. Il legale Paolo Giustozzi, che assiste del lavoratore, si era opposto alla richiesta della procura. Oggi si è svolta l’udienza per discutere sull’istanza dell’avvocato del 52enne. Il giudice ha disposto di formulare il capo d’imputazione. Ora la posizione della ditta torna al vaglio della procura per lesioni personali colpose.

Gli avvocati dell’azienda Valentina Romagnoli e Andrea Netti: «Riteniamo che la società sia nelle condizioni di poter chiarire come si sia sempre operato nel massimo rispetto delle norme poste a tutela della sicurezza dei lavoratori come nel caso di interesse. La società sostiene da sempre rilevanti investimenti per mettere a disposizione del personale macchinari ad altissima tecnologia e all’avanguardia, investendo anche sulla formazione del proprio personale».

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L’avvocato Paolo Giustozzi

«Il gip ha riposizionato la vicenda nelle sue corrette coordinate giuridiche e ha restituito la dignità di lavoratore, nonché di uomo, alla parte lesa – ha detto il legale del lavoratore – oggi abbiamo assistito a una pagina importante di giustizia.

Il giudice, disponendo l’imputazione coatta, ha ravvisato delle carenze nell’organizzazione della sicurezza aziendale. La vicenda presenta dei profili che sfiorano il grottesco: un lavoratore infortunato gravemente a causa di quelle negligenze e carenze organizzative che il Giudice ha oggi riconosciuto. Rischiava di vedersi negare cautela e, ai limiti del paradosso, anche la perdita dello stipendio e del posto di lavoro. Licenziamento preannunciato, infatti, per sopravvenuta inidoneità alle prestazioni lavorative. Una beffa, appunto, oltre al gravissimo danno».

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