«Non ha senso investire sul turismo
e poi autorizzare mega impianti eolici»

GAGLIOLE - Il sindaco Sandro Botticelli al convegno sul progetto che prevede 204 pale eoliche sull'Appennino, 9 tra il suo comune e San Severino.

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L’incontro a Gagliole. In piedi il sindaco Sandro Botticelli

di Monia Orazi

«Pale eoliche sull’Appennino? Non ha senso investire per incentivare il turismo e allo stesso tempo autorizzare dei mega impianti eolici per la cui installazione il paesaggio sarà definitivamente imbruttito», così il sindaco Sandro Botticelli, primo cittadino di Gagliole, comune in cui venerdì si è svolta l’assemblea pubblica contro l’installazione di 204 pale eoliche sull’Appennino, di cui 9 tra Gagliole e San Severino. A confronto sindaci, ambientalisti, ricercatori e cittadini.

«Il nostro Comune è assolutamente contrario – ha detto ancora Botticelli -. Installazioni di questo tipo modificheranno per sempre il nostro territorio, per il quale tanto abbiamo investito e stiamo investendo a favore della ripresa sociale ed economica».

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Simone Vitaletti di Tess Marche ha proposto soluzioni alternative: «se sviluppassimo impianti fotovoltaici sulle coperture delle abitazioni disponibili, nelle aree degradate e già industrializzate, avremmo sicuramente coperto l’obbiettivo richiesto dal quadro nazionale al 2030». La critica al progetto si basa anche su considerazioni tecniche. Danilo Baldini della Lac-Regione Marche ha spiegato che «il sito di progetto, già individuato nel 2008 per un altro progetto di impianto eolico, era già allora risultato come luogo poco ventoso, e si prevedeva una produzione di energia pressoché vicina al minimo indispensabile per rendere economicamente soddisfacente l’investimento. Oggi, senza ulteriori rilevamenti, si propone l’installazione di pale alte quasi il doppio delle precedenti». Baldini ha inoltre evidenziato che «il sito è riconosciuto come area di interesse per le rotte migratorie dell’avifauna, stiamo chiedendo alla Regione che legiferi in merito riconoscendo e quindi tutelando tutte le rotte individuate sull’Appennino Marchigiano. Inoltre, il progetto ricade per gran parte all’interno del parco storico della Resistenza del San Vicino, in prossimità del monumento al capitano Salvatore Valerio caduto lì in battaglia nella guerra di liberazione dal nazifascismo».

La proposta di istituzione del parco fu seguita dall’allora consigliere regionale Sandro Bisonni, presente all’incontro di Gagliole come «convinto sostenitore della tutela paesaggistica e della necessità di fare fronte comune contro l’assedio del nostro territorio da parte di privati e società multinazionali».

Manuela Fiorentino dell’associazione culturale S. Spizzichino di Gagliole, promotrice dell’incontro, ha inquadrato la questione in termini di equilibrio tra diverse esigenze: «Da una parte l’esigenza di operare per una transizione ecologica del nostro Paese dall’altra la necessità di tutelare le parti ancora integre del territorio a salvaguardia del paesaggio, della biodiversità e dell’ecosistema. Siamo di fronte a due interessi di pubblica utilità. La sfida è conciliarli».

All’assemblea hanno partecipato anche altri esperti del settore, tra cui Aldo Cucchiarini delegato Grig per la Regione, Sauro Presenzini presidente Wwf Umbria e Paolo Bonifazi, ricercatore in fisica e neuroscienze dell’Isr di Bilbao e docente dell’Università di Bologna.

Dal pubblico è intervenuto anche il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni, che ha auspicato «un coordinamento di tutti i sindaci del territorio» e ha sottolineato «la necessità di portare la discussione a livello regionale e nazionale».



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