
Il nuovo consiglio dell’Ordine degli architetti di Macerata
Insediato il nuovo consiglio dell’Ordine degli architetti della provincia di Macerata: Barbara Baiocco è la nuova presidente, Vittorio Lanciani conclude il suo mandato. Il nuovo consiglio sarà operativo per il quadriennio 2025–2029, a seguito delle votazioni concluse il 18 aprile scorso.
Gli undici consiglieri eletti – in ordine di preferenze ricevute – sono Barbara Baiocco, Sara Cerquetti, Pier-Giuseppe Vissani, Michele Schiavoni, Manuela Fiorentino, Flavio Ridolfi, Elisabetta Parisi Presicce, Andrea Stortoni, Eleonora Grilli, Francesca Filippetti.
Nel corso della prima seduta del nuovo consiglio sono stati eletti i componenti dell’Ufficio di presidenza: la presidente Barbara Baiocco, il suo vice Pier-Giuseppe Vissani, il segretario Eleonora Grilli e il tesoriere Manuela Fiorentino. «Il nuovo consiglio prosegue il lavoro avviato nei precedenti mandati – fa sapere l’Ordine in una nota – , iniziando la nuova consiliatura con slancio e motivazione rinnovati, nel segno della valorizzazione della professione e della consapevolezza del ruolo sociale dell’architetto nella tutela del territorio e della qualità degli spazi dell’abitare, sia pubblici che privati».
Tra le principali sfide all’orizzonte: «L’apertura della nuova sede, la Casa dell’architetto, lo sviluppo delle attività della nascente Fondazione per l’architettura, la partecipazione costante al dibattito pubblico e nazionale sui temi di maggiore rilevanza per la professione».
A conclusione del suo secondo mandato, il presidente uscente Vittorio Lanciani ha rivolto un sentito saluto agli iscritti, lasciando una grande eredità al nuovo consiglio, fatta di inesauribile impegno e concreta dedizione alle problematiche della professione dell’architetto. «Sono molti gli obiettivi sui quali si focalizzerà il nuovo consiglio – le parole della nuova presidente -, proteso al miglioramento della professionalità della figura dell’architetto, nonché alla diffusione della centralità del ruolo dello stesso nella complessità della società che viviamo».
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