
Raffaele Anselmi
«Grave crisi finanziaria al comune di Monte San Martino certificata con un disavanzo di 51.406 euro nel rendiconto di gestione 2024» così i consiglieri Raffaele Anselmi (capogruppo di minoranza), Simone Anselmi e Massimiliano Anselmi. «In aula, il sindaco Matteo Pompei e l’assessore Valeriano Ghezzi hanno cercato di minimizzare il problema con una serie di giustificazioni, tra cui l’accusa al sisma del 2016, al rincaro energetico, agli accantonamenti di legge e ai ritardi degli uffici».
Sul sisma «la giustificazione della maggioranza è stata che le ripercussioni del terremoto continuerebbero a pesare sul bilancio. Secondo noi sono trascorsi otto anni dall’evento e diversi Comuni del cratere hanno già raggiunto l’equilibrio o l’avanzo di bilancio, dimostrando che strategie di ripresa efficaci sono possibili». L’energia «l’aumento delle tariffe energetiche ha compromesso le casse comunali, dice la maggioranza. Secondo noi il fenomeno è nazionale, risale tra il 2021 e il 2022 e molte amministrazioni hanno adottato misure di efficienza e risparmio per limitare l’impatto; qui si rivela invece una programmazione inesistente». Sugli accantonamenti di legge: «la giustificazione della maggioranza è stata che i vincoli normativi avrebbero gravato sulla liquidità.
La nostra replica: si tratta di obblighi comuni a tutti gli enti pubblici, non possono giustificare uno squilibrio di gestione». Poi i ritardi nei pagamenti e nelle riscossioni: «per la maggioranza la colpa sarebbe degli uffici amministrativi. Secondo noi è inaccettabile additare il personale come capro espiatorio; la responsabilità di coordinamento e controllo spetta alla Giunta».
In definitiva la minoranza parla di «inconsistenza delle spiegazioni fornite dalla maggioranza; condanniamo l’incapacità di un’amministrazione che ignora le buone pratiche già adottate altrove; ci riserviamo di attivare ogni azione – anche formale con gli organi di controllo superiori – per salvaguardare l’interesse pubblico» e chiede «un piano di rientro trasparente, con obiettivi chiari e coinvolgimento delle forze politiche e sociali, per evitare che la ripresa delle rate di finanziamenti e mutui – ora sospese – generi un irreversibile collasso dei servizi essenziali».
Chiudete le regioni accorpate i comuni..modello Francia o Grecia
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Signor Belli facile a dirsi difficile a farsi.