«Entra con una tanica di benzina
nel negozio dove si trovava la ex»
Condannato a 2 anni e 2 mesi

LA SENTENZA oggi al tribunale di Macerata. Imputato per stalking un 29enne dell'entroterra

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tribunale-macerata-archivio-arkivdi Alessandro Luzi

Entra con una tanica di benzina nel negozio dove sta la ex e minaccia di dare fuoco al locale: condannato. A finire sotto accusa per stalking, lesioni personali, danneggiamento e violenza privata un 29enne residente nell’entroterra maceratese. Il giudice Francesca Preziosi del tribunale di Macerata ha condannato l’imputato a 2 anni e 2 mesi.

Nel capo d’imputazione si parla di pedinamenti, insulti e minacce nei confronti della donna, 41 anni, con cui avrebbe avuto una relazione. Fatti che, secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefano Lanari, sarebbero avvenuti nell’entroterra maceratese fino al 25 aprile 2023.

Il 29enne, dice l’accusa, avrebbe seguito gli spostamenti della la ex avvicinandosi ai luoghi in cui andava. Una volta avrebbe preso temporaneamente il cellulare della 41enne per vedere le utenze e contattarne alcune per capire che tipo di rapporti ci fossero tra lei ed i titolari.
Ad agosto 2022 e a febbraio 2023, prosegue l’accusa, il giovane avrebbe versato la birra sul volto della donna, minacciandola di renderle la vita un inferno. Cosa che sarebbe accaduta in prossimità di un pub in un comune dell’entroterra. Una volta, a dicembre 2022, il 29enne avrebbe incontrato la ex in un centro commerciale. Si sarebbe avvicinato, le avrebbe strappato di dosso lo zaino e le avrebbe preso il portafoglio che stava dentro.

Il giovane, continua l’accusa, avrebbe anche provato a contattare i genitori della 41enne e si avvicinava a loro per indurli a convincere la figlia a parlare con lui. Si arriva all’inizio del 2023 quando, dice l’accusa, il 29enne avrebbe seguito la donna fino in un bar mentre era con un uomo, l’avrebbe strattonata e gettata in una pozzanghera.

A gennaio dello stesso anno il giovane sarebbe entrato in un negozio di calzature dove si trovava la ex. A quel punto l’avrebbe insultata e le avrebbe scagliato addosso un oggetto. Poi sarebbe uscito e rientrato con una tanica di benzina e avrebbe minacciato i presenti di dare fuoco al negozio. Il 29enne avrebbe aspettato la donna fuori dal locale e si sarebbe introdotto nella sua auto contro la sua volontà. Lì avrebbe minacciato di morte la 41enne.
I pedinamenti sarebbero avvenuti anche in auto. Secondo l’accusa a febbraio 2023 il giovane avrebbe seguito con il proprio veicolo la donna e sua sorella, facendo manovre pericolose e affiancandosi alla loro auto.

Il pedinamento si sarebbe ripetuto il 25 aprile 2023. Quel giorno voleva far fermare il mezzo della 41enne. Una volta riuscito nell’intenzione, avrebbe intimato alla donna di discutere. Lei avrebbe rifiutato, a quel punto lui avrebbe urtato volontariamente per due volte l’auto della ex. La donna avrebbe tentato di allontanarsi e il 29enne avrebbe fatto una manovra che avrebbe provocato un altro impatto. A seguito dell’urto la 41enne avrebbe riportato un trauma distorsivo cervicale e l’auto sarebbe stata danneggiata con una deformazione allo sportello anteriore sinistro. Due prima il 29enne avrebbe preso il cellulare della donna e lo avrebbe scagliato a terra rendendolo inutilizzabile.

L’imputato, difeso dall’avvocato Emanuele Salsedo, nega le accuse e di essere entrato con la tanica di benzina nel negozio. La donna, tramite l’avvocato Paola Castellani, si era costituita parte civile.

* A tutela della vittima viene omesso il nome dell’imputato



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