Lube, la rivoluzione è riuscita:
l’analisi di una stagione inaspettata.
Adesso serve un opposto

IL PUNTO DELL'ANNO - Coppa Italia in tasca, tre finali raggiunte, Champions assicurata e un gruppo giovane che ha acceso l’Eurosuole. Bottolo trascina, Medei orchestra: scettici zittiti, il futuro è già in campo

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Momenti dalla Gara 4 tra Lube e Itas Trentino

di Mauro Giustozzi

Una Coppa Italia da mettere in bacheca, due finali raggiunte e perse in Challenge Cup e Scudetto, un terzo posto in stagione regolare, la qualificazione alla prossima Champions League in cassaforte e la partecipazione alla final four della Supercoppa italiana. Questo il bilancio con cui si chiude la stagione 2024-25 della Lube nell’annata in cui tutto è cambiato, la società ha virato su un progetto legato ai giovani ed a giocatori con meno nome, accolto all’inizio con qualche scetticismo da piazza e tifoseria (come ricordato nelle ultime ore anche dal patron Fabio Giulianelli) e che invece si è rivelato vincente, visti i risultati ottenuti se li si confronta con l’annata precedente contrassegnata da zero titoli e tante delusioni. Invece la costruzione di questo gruppo fatto dalla dirigenza e messo in mano al tecnico Giampaolo Medei ha portato ad ottenere grandi risultati, ben al di sopra di quanto si poteva prevedere alla vigilia della stagione, dove forse l’obiettivo primario del club era quello di rientrare a giocare la più prestigiosa manifestazione continentale, la Champions League. Ed invece, strada facendo, il gruppo dei giovani messo in mano a Medei ha fatto grandi progressi, trovando quell’assieme, quell’essere squadra compatta e unita che ha consentito di raggiungere traguardi non pronosticabili all’avvio dell’annata. Proprietà, dirigenza, staff tecnico sono diventati un tutt’uno che ha marciato sempre nella stessa direzione, oltre ad una tifoseria che è tornata ad affollare l’Eurosuole Forum dopo qualche iniziale perplessità. E che nei playoff ha spinto i cucinieri fino in fondo, fino a sfiorare l’impresa di portare Trento a gara 5.

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I festeggiamenti per la Coppa Italia 2025

Il lavoro svolto da Giampaolo Medei è stato decisivo. Sotto la sua gestione c’è stato un costante miglioramento dei giovani che il club gli ha messo a disposizione: Boninfante alla prima assoluta da titolare in Superlega, ha preso con personalità in mano la squadra guidandola e mostrando di poter essere per molti anni il regista della Lube. Nikolov, che arrivava da una delicata operazione alla schiena, si è lentamente ripreso tornando al massimo delle sue potenzialità proprio nella fase conclusiva dell’annata. Ma soprattutto Mattia Bottolo ha fatto un salto di qualità totale: da schiacciatore incompiuto e discontinuo delle passate stagioni si è letteralmente trasformato in una ‘macchina’ da punti, sia al servizio che in attacco. Non solo, ha maturato la propria personalità diventando di fatto il riferimento dei compagni in tutte le fasi di una partita.

Se questa è la bella gioventù sbocciata in casa Lube, sorprese positive sono giunte anche dal centrale Gargiulo, pescato a Taranto ed arrivato in riva all’Adriatico in punta di piedi, ma capace di prendersi la maglia di titolare della Lube ed una convocazione in azzurro per la Vnl assieme al veterano e capitano Balaso ed ai due Mattia, Boninfante e Bottolo. Della vecchia guardia proprio Fabio Balaso merita una citazione, non solo perché capitano dei cucinieri, ma per la qualità che ha saputo dare alle sue prestazioni sempre e per il recupero lampo dall’infortunio nella fase playoff che gli ha consentito di rientrare contro Perugia e Trento nonostante il suo sostituto, Bisotto, sia stata una piacevole scoperta ed un elemento su cui fare affidamento anche in futuro. Pure l’iraniano Poriya si è rivelato un interessante prospetto giovanile, in grado subito di calarsi nella realtà della Superlega con il suo servizio al fulmicotone che male ha fatto alla ricezione di molte squadre, mentre l’annata dell’opposto Lagumdzija è stata altalenante, con partite di primissimo livello alternate ad altre dalle quali è scomparso dal campo. Ed il non avere vinto qualcosa in più oltre alla Coppia Italia, più la Challenge Cup forse che lo Scudetto, può essere ricondotto proprio a questa carenza in un ruolo spesso decisivo nel volley come quello dell’opposto.

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Mattia Bottolo (foto Zattarin)

Lineare la stagione di Chinenyeze, di Podrascanin più uomo spogliatoio che in campo, ma pure Orduna, Dirlic, Leoppky e Tenorio hanno fatto il loro quando sono stati chiamati in causa. Nel complesso è stato il gruppo Lube a fare la differenza, in un mix vincente tra giovani ed elementi più esperti. L’orientamento della proprietà anche nel prossimo campionato sarà quello di puntare sui giovani talenti affiancati da qualche elemento più esperto. Con la valigia in mano ci sono già il centrale Chinenyeze e l’opposto Lagumdzija che si trasferiranno in Turchia nelle fila del Fenerbahçe. Gran parte della rosa sarà riconfermata anche in forza dei contratti esistenti, ma qualche arrivo sarà necessario per offrire più scelte all’allenatore.

Se al centro la Lube potrà contare su un maggior impiego di Podrascanin in coppia con Gargiulo, l’interrogativo resta quello di chi subentrerà come opposto: se non arriverà un giocatore esperto e di ruolo potrebbe toccare a Nikolov occupare quella casella, con Bottolo e Leoppky martelli-ricevitori. Oppure vedere una Civitanova con il tridente di schiacciatori Nikolov-Bottolo-Leoppky giocare tutti assieme senza un vero opposto di ruolo. In quel caso il quarto schiacciatore potrebbe essere il giovanissimo talento transalpino Noa Duflos-Rossi, 17enne figlio d’arte, alto 195 centimetri. L’atleta ora in forza al Toulouse, campione del mondo con la nazionale francese Under19, è seguito da mesi dalla Lube che lo vorrebbe inserire subito nel futuro roster.

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