Fabbroni bacchetta Legambiente:
«Errore giustificare i maxi eolici»

CALDAROLA - Il sindaco replica al presidente regionale dell'associazione: «Non siamo contrari alla transizione energetica, ma va sviluppata nelle migliori forme e modalità, senza deturpare il territorio né fare speculazioni»

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Giuseppe Fabbroni, sindaco di Caldarola

«Demonizzare la realizzazione degli impianti eolici non favorirà né l’ambiente né le tasche di famiglie e imprese». A dirlo, nei giorni scorsi, era stato il presidente di Legambiente Marche, Marco Ciarulli. Ma i sindaci che da mesi si battono contro la realizzazione dei mega impianti nei loro territori non ci stanno. In prima linea il primo cittadino di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, insieme al Comitato locale che si è costituito per fermare il progetto nel territorio comunale che, al presidente Ciarulli rispondono punto per punto.

«I Comuni e i Comitati che si sono costituiti nella provincia di Macerata, ma più in generale nella regione Marche e in tutta Italia – dice Fabbroni – non sono contrari alla transizione energetica anzi, siamo perfettamente consapevoli della necessità di superare la produzione di energia da fonti fossili». Quello, dunque, a cui si oppongono con forza «è che questa transizione avvenga in maniera disordinata, senza programmazione e senza coinvolgimento delle comunità locali. I Comuni hanno una autonomia costituzionalmente garantita e hanno il compito di programmare lo sviluppo del proprio territorio: non possono quindi essere esclusi da queste decisioni».

All’opposizione, viene poi affiancata una alternativa: «Bisogna sviluppare le migliori forme e modalità di transizione, individuando e incentivando tutti gli impianti che possono essere installati senza consumo di suolo, come evidenziato dall’Ispra in uno studio effettuato nel 2024». La soluzione, secondo lo studio, sarebbe infatti quella di privilegiare aree già compromesse, strutture edificate come capannoni industriali, parcheggi e aree non utilizzabili per altri scopi.

«Diversamente – la critica del sindaco – si lascia a poche società multinazionali uno spazio assolutamente speculativo, caratterizzato da opacità e mancata certezza anche nella effettiva capacità di produzione di energia rinnovabile, finalizzato solo a incamerare gli incentivi disponibili e che noi utenti paghiamo nelle bollette».

Il sindaco di Caldarola sposta quindi l’attenzione sulla tutela del paesaggio come valore costituzionale e attacca: «Lo Stato e la Regione sono assolutamente in ritardo su questi temi e noi non possiamo pagarne le conseguenze.  Si deve provvedere con la massima celerità a individuare le aree idonee e non idonee nel rispetto delle esigenze di tutela di tutto il patrimonio territoriale, nonché delle specifiche competenze dei Ministeri per i beni e le attività culturali e per il turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dellambiente e della tutela del territorio, delle regioni e dei Comuni». Poi la replica diretta al presidente di Legambiente: «Cerca di giustificare la realizzazione di grandi impianti, con il rischio del crescente inquinamento da gas metano e con la crescita delle bollette per i nostri utenti. È assolutamente falso. Non è vero che alla crescita delle fonti rinnovabili corrisponde un risparmio nelle bollette, lo confermano le stesse società che propongono i mega impianti. Lenergia prodotta dai grandi impianti non è destinata al consumo locale, ma alla rete nazionale. Per produrre energia destinata alle comunità locali bisogna costituire le Comunità energetiche rinnovabili a livello comunale o intercomunale». Chiara quindi la linea di difesa del territorio: «I Comuni montani e le comunità che li abitano non possono lasciare che le loro caratteristiche territoriali vengano distrutte per favorire questa speculazione, a maggior ragione in una zona duramente colpita dal sisma».

Infine le proposte da parte del sindaco Fabbroni e dei colleghi che contrastano in tutta Italia i mega progetti per i nuovi impianti eolici: «Vanno sospesi i procedimenti di Valutazione di impatto ambientale dei progetti a oggi presentati fino alla definizione di un corretto quadro programmatori a cui debbono partecipare le comunità locali – dice Fabbroni -. La Regione Marche si impegni a elaborare velocemente un piano, partecipato dalle comunità locali, per l’individuazione delle aree idonee e non idonee, applicando poi quanto previsto dallo studio Ispra 2024 e tenendo conto che le aree appenniniche debbono essere considerate non idonee per i maxi impianti eolici e fotovoltaici. Al Governo chiediamo lapprovazione di una legge nazionale di tutela del suolo e ai Comuni la costituzione delle Comunità energetiche rinnovabili che possono consentire effettivi vantaggi in termini di risparmio alle popolazioni locali. L’auspicio – conclude il sindaco di Caldarola – è che tutti coloro che hanno a cuore una corretta transizione energetica, compresa Legambiente, vogliano convergere su queste proposte».

 

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