
L’avvocato Damiano Corsalini
Soldi provento di una truffa finiscono sul conto corrente di un trentenne che vive a Macerata: ora il giovane è sotto accusa per riciclaggio. Il giovane, che sostiene di non saperne niente della truffa, è imputato davanti al Gup del tribunale di Macerata. E’ accusato di aver fatto confluire sul proprio conto, aperto con Poste Italiane, 48mila euro. Una somma che è stata prelevata tutta lo stesso giorno (il 16 marzo del 2023) in diversi sportelli bancomat. Per l’accusa, in questo modo, si è provato a nasconderne la provenienza illecita.
I soldi sarebbero stati ricavo di una truffa online (reato che non viene contestato all’imputato).
La truffa sarebbe stata legata all’acquisto di un box auto. Risultava che dal conto di un uomo di Torino, che oggi si è costituito parte civile, era stato fatto un bonifico di 48mila euro per comprare il box. I soldi erano finiti sul conto dell’imputato.
Il 30enne, difeso dall’avvocato Damiano Corsalini, sostiene che gli era stato chiesto di aprire un contocorrente da una persona e «ha aperto questo conto. Non aveva idea che il denaro fosse di provenienza illecita – dice l’avvocato Corsalini -. Poi gli è stato chiesto di andarli a ritirare e lui lo ha fatto consegnando i soldi a queste persone. Lui non ha tenuto un euro».
Oggi l’udienza è stata rinviata al 15 ottobre dal giudice Giovanni Manzoni per chiamare in causa il responsabile civile (Poste Italiane), come chiesto dalla parte civile (assistita dall’avvocato Gianluca Visca, oggi sostituito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni).
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