
La sede della Croce Rossa di Sarnano
«Non siamo debitori nei confronti di nessuno. Dal Comune proposte ignobili e provocatorie per l’uso di locali alternativi, come gli ex gabinetti pubblici e il container adibito a camera mortuaria». Dopo il botta e risposta tra maggioranza e minoranza sull’utilizzo della sede della Croce Rossa e il pagamento del canone di convenzione, a intervenire per dire la sua e riportare l’attenzione anche sulle attività svolte dal sodalizio sarnanese è Adriano Conti, presidente del Comitato locale.
«Le ragioni sollevate dall’una e dall’altra parte politica – chiarisce – sono talmente specifiche e peculiari che possono generale una sorta di confusione e alimentare polemiche».
L’esordio riguarda proprio il pagamento: «La struttura portante dell’attuale sede della Cri – dice Conti, riferendosi alla cifra che non avrebbe pagato al Comune come canone inserito in convenzione – è stata realizzata dal Comune utilizzando una somma residua di un originale finanziamento acquisito per la messa a norma della vicina Casa di riposo. Successivamente, per la finitura della stessa, è stato sottoscritto, sempre da parte del Comune, un ulteriore mutuo pari a 84mila euro, con l’obbligo da parte della Cri di ripianare il finanziamento attraverso rate mensili e per 10 anni (8.400 euro anno) e un utilizzo ulteriore gratuito per altri 10 anni. Con gli eventi sismici del 2016, il Legislatore nazionale ha provveduto a sospendere il pagamento dei mutui sottoscritti dagli enti locali che hanno sede nel cratere e, conseguentemente, di tale opportunità ne ha usufruito anche la Cri. In tale occasione – prosegue Conti – la dirigenza comunale ha anche rappresentato che il mancato rispetto della normativa in questione (cioè la non osservanza della sospensione della proroga) avrebbe potuto comportare anche un indebito arricchimento con conseguenze di carattere civile e penale. A garanzia di quanto sopra tuttavia veniva vincolata dalla Cri una somma di 8.400 euro a favore del Comune di Sarnano che, allo stato attuale, risulta ancora giacente presso il locale istituto bancario». E poi ancora: «Con l’approvazione della legge di bilancio 2025 la sospensione del pagamento delle rate dei mutui è stata ulteriormente prorogata sino a 31 dicembre 2025. Non siamo debitori nei confronti di alcun soggetto né pubblico né privato – chiarisce Conti – Né tanto meno siamo debitori o ritardatari nei pagamenti comunali. Di contro abbiamo donato al Comune un immobile del valore di 183mila euro (frutto del lavoro di tanti volontari e di investimenti della nostra associazione) che è appunto quello che ora lo stesso ente, senza nemmeno formalizzare un ringraziamento, vuole sottrarre e impedirne lo svolgimento di un servizio di interesse pubblico senza proporre una alternativa credibile».
Il presidente della Cri di Sarnano prosegue con il tema che riguarda i locali necessari al Comune per il Punto salute: «Nelle immediatezze del sisma 2016 – dice Conti – i locali del vicino distretto sanitario della Ast furono dichiarati inagibili e il punto prelievi trasferito a Passo Sant’Angelo. Il Comitato Cri in accordo con l’allora amministrazione comunale decise di realizzare a fianco della sede un ampliamento per ospitare un punto prelievo ed eliminare gli inconvenienti che i cittadini dovevano affrontare. Era naturale che una volta terminati i lavori, realizzati come sopraelevazione di un “pianerottolo” di proprietà comunale, i locali dell’ampliamento non potevano che essere di proprietà dell’ente pubblico, tanto è vero che all’accatastamento a favore del Comune ha provveduto direttamente la Cri: per l’utilizzo e per gli altri aspetti gestionali fu predisposto un apposito schema di convenzione. Per la realizzazione dell’opera sono state utilizzate le donazioni pervenute al Comitato Cri di Sarnano, fondi della Cri nazionale e fondi del Comitato di Sarnano stesso per un importo complessivo pari a 183mila euro. Questi locali sono stati utilizzati sino al 2022 dall’Ast per ospitare la guardia medica.
Tuttavia per anni, in maniera unidirezionale, sono state avanzate richieste al Comune a che venisse definita la vicenda nel senso che il Comune di Sarnano riconoscesse in maniera formale l’utilizzo dei locali che la stessa Cri aveva edificato a proprie spese: mai una nota in riscontro in tal senso. Nel frattempo – prosegue il presidente – la guardia medica ritorna nel Distretto e la Cri utilizza i locali come sala riunione e per preparazione e distribuzione pacchi alimentari a favore di persone disagiate. Si provvede a stipulare apposite polizze assicurative inerenti il rischio incendio, disastri naturali, possibili incidenti subiti da volontari, dipendenti e personale esterno».
Poi le elezioni comunali del 2024: «Come sempre accade in queste circostanze – la critica di Conti -, per accaparrare qualche voto, vengono invitati i rappresentanti delle associazioni per un confronto. Mi sono presentato consegnando una nota scritta con la quale rappresentavo tra l’altro anche l’urgenza di apportare chiarezza amministrativa all’utilizzo dei locali in questione. Ad elezione avvenuta ho ripetuto, alla nuova amministrazione, tutti i concetti già espressi: silenzio completo. Che questi locali vengano ora richiesti per essere utilizzati come Punto salute non possiamo che essere orgogliosi – evidenzia Conti -: evidentemente abbiamo bene utilizzato le donazioni per una attività a favore della cittadinanza. Tuttavia, il programma amministrativo della compagine vincente ne prevedeva la realizzazione presso il distretto sanitario di Sarnano. Ben venga il Punto salute – dice Conti – tutti i nuovi servizi sul territorio sono ben accetti, purché non si debba rinunciare a quelli già esistenti. In alternativa ai locali in questione ci sono state formulate due proposte: i locali del mercato coperto (ex gabinetti pubblici), di cui il sindaco nemmeno conosce lo stato di inutilizzazione per lavori ricostruzione post sisma e, successivamente, il container attualmente adibito a camera mortuaria: anche in questo caso non in disponibilità del Comune in quanto di proprietà della Protezione Civile. Sono proposte ignobili e provocatorie – l’attacco – non degne di una amministrazione verso una associazione di volontariato».
Allora il presidente del sodalizio riporta l’attenzione sull’attività svolta nel 2024: «Il report annuale che sarà presentato nei prossimi giorni in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo – dice -, rappresenta un giusto e doveroso atto istituzionale, di sintesi interna che consente di riflettere su quanto è accaduto nell’anno di riferimento. Nel 2024 le attività di emergenza urgenza hanno assorbito una parte importante delle risorse; la presa in carico del trasporto non prevalentemente sanitario (dialisi) ha costituito impegno giornaliero e costante».
Parlando di numeri, la Cri di Sarnano conta 102 volontari iscritti e cinque dipendenti con «14.497 ore di servizio effettuate e 697.338 chilometri percorsi; circa 2.500 servizi effettuati. Consegnati oltre mille pacchi alimentari a favore di famiglie in difficoltà residenti non solo nel territorio di Sarnano ma anche nei comuni limitrofi; inoltre distribuiti 121,32 quintali di frutta e ortaggi».
Bravo Presidente hai fatto chiarezza!
Articolo molto chiaro . Solidarietà piena alla CRI
Siamo alla frutta.....
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Io suggerisco di trasferirvi in un comune limitrofo. Così Sarnano, comprenderà l’utilità del vostro servizio. Auguri.